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Le case libere degli italiani per ospitare i migranti che continuano a sbarcare sulle nostre coste. Il ministero dell’Interno sta pensando a un provvedimento ad hoc per vincere le resistenze ala richiesta partita dal Viminale e indirizzata ai prefetti di trovare subito 6.500 posti anche con «provvedimenti di occupazione d’urgenza e requisizione». Perché la situazione è ormai al collasso, i luoghi destinati all’accoglienza sono pieni e soprattutto non si sa che cosa accadrà nelle prossime settimane.
Le previsioni parlano di quasi un milione di persone pronte ad arrivare in Italia, i numeri già forniscono il quadro dell’emergenza con 120 sbarchi dall’inizio dell’anno che fino a ieri mattina hanno portato nel nostro Paese 18.260 persone. E non è finita, perché altre sedici richieste di aiuto sono giunte nelle ultime ore e con gli arrivi della notte gli stranieri potrebbero superare quota 20.000, esattamente come nello stesso periodo del 2014, anno certamente da record.
La circolare firmata dal prefetto Mario Morcone, direttore del Dipartimento Immigrazione, prevede che Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia e Campania mettano a disposizione 700 posti, 300 la Puglia, 250 il Lazio e le Marche mentre altri 1.500 vanno divisi nel resto d’Italia. La Lombardia ha già fatto sapere che ci sono problemi dovuti all’organizzazione dell’Expo, dal Veneto non arrivano risposte chiare nonostante il ministero dell’Interno abbia più volte evidenziato la necessità di avere una «distribuzione sull’intero territorio anche per evitare problemi di ordine pubblico», in particolare «una suddivisione equa delle responsabilità di tutti i capoluoghi di provincia senza esclusioni ed eccezioni», naturalmente in proporzione rispetto al numero degli abitanti. Per questo nella circolare non si esclude la possibilità che i prefetti ricorrano a misure drastiche pur di reperire strutture disponibili. Perché, come viene specificato nel provvedimento trasmesso ieri, «è indispensabile trovare soluzioni per una civile accoglienza ai gruppi di migranti e richiedenti asilo».
Ma poichè le resistenze di alcune Regioni e di molti Comuni sono forti il ministero dell’Interno, di concerto con la presidenza del Consiglio, starebbe predisponendo un provvedimento – pare un decreto ministeriale senza quindi l’ok del Parlamento – che possa, in situazioni di estrema necessità, autorizzare i prefetti a requisire seconde case  di privati cittadini o di aziende o enti, ovviamente sfitte e quindi vuote, per poter temporaneamente far alloggiare i migranti che arrivano dal Nord-Africa.