PiramideCestiaLa Piramide di Caio Cestio a Roma torna al suo antico splendore, recuperando il bianco scintillante del marmo di Carrara di cui è composta. Un restauro messo in atto con le più moderne tecnologie. Un lavoro durato in tutto 327 giorni ed iniziato nel novembre del 2012 da Yuzo Yagi, presidente di Yagi Tsusho Limited in Japan and International Group of Companies, di cui ha usufruito la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica di Roma.
Nel dettaglio, l’idea del restauro della Piramide romana prende le mosse nel 2010 quando Yagi si mostra intenzionato a fare un atto di elargizione liberale per il restauro di un monumento di Roma. Il 30 dicembre del 2010 Yagi destina un milione di euro per la Piramide. I lavori iniziano nel novembre del 2012 mentre, il 18 dicembre del 2013 Yagi accorda un secondo finanziamento pari, ancora una volta, a un milione di euro. I lavori del primo lotto si chiudono il 7 aprile del 2014. Il restauro viene completato il 19 dicembre del 2014, con 75 giorni di anticipo rispetto alla stima iniziale del progetto.
Nel corso dell’inaugurazione Yuzo Yagi si è detto “molto impressionato dal lavoro svolto dalla Soprintendenza. Restituire alla città una Piramide così bianca ed immacolata, come lo era duemila anni fa, è stata un’opera straordinaria”. Quanto invece alla possibilità di finanziare altri monumenti a Roma, Yagi si è trincerato dietro un generico “forse, in futuro”.
Il fatto che un mecenate straniero abbia destinato una parte del suo patrimonio “per restaurare un monumento romano è un esempio fantastico che noi ci auguriamo possa stimolare altri suoi colleghi a fare altrettanto. Ciò che a noi interessa è che questo sia l’inizio di una serie di operazioni di mecenatismo puro”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Italia- Giappone, Umberto Vattani che ha aggiunto: “Per un uomo che ama il design italiano la Piramide sembrava un monumento di particolare valore. Si è innamorato di questa Piramide e ne ha fatto un capolavoro”.