shariaUna notizia inquietante sulla penetrazione musulmana in Europa. Nella regione spagnola della Catalogna sarebbero nati i tribunali della sharia che amministratno la legge secondo i dettami del Corano.
I nusulmani che non accettano la giustizia dei tribunali degli “infedeli” si stanno creando una propria rete di diritto islamico, che propagandi i valori dell’islam nel totale disprezzo delle leggi dello Stato.
Un rapporto dei servizi segreti di Madrid, riporta El Mundo, rivela come in Catalogna alcune cellule islamiste radicali stiano formando dei tribunali della legge islamica clandestini e unità di polizia musulmana per giudicare i musulmani che non si comportano in modo conforme ai dettami dell’islam. Nella regione di Barcellona – tra i territori più radicalizzati di Spagna insieme alle due enclaves in terra d’Africa di Ceuta e Melilla – gli estremisti islamici “cercano di imporre le proprie leggi” e “hanno formato delle unità di polizia religiosa”.
I fondamentalisti si organizzano in cellule pronte a segnalare i membri della comunità islamica che non si comportano in modo conforme alla legge islamica, ricorrendo a intimidazione e violenze. I musulmani più ortodossi pretendono di imporre la propria ideologia in termini di abbigliamento, ordine e decoro: gli uomini devono sempre mostrare la barba e le famiglie educare i figli nella fede islamica più rigorosa. Per chi trasgredisce, minacce e isolamento, non senza episodi di aggressione fisica.
Le prime unità di “polizia islamica” sono nate nella città di Lleida, ma ora gli episodi di “giustizia parallela” si ripetono sempre più frequenti in diverse città della comunità autonoma catalana. A Lleida una donna marocchina è stata processata dopo che aveva stabilito una relazione con un ragazzo occidentale: la giovane è stata condannata a morte per lapidazione, ma per fortuna il tentativo è stato sventato in tempo.
Del resto fin dal 1982 in Gran Bretagna ci sono dozzine di tribunali islamici che legiferano e emettono verdetti sulla base della sharia. Con giudici e corti che si riuniscono all’interno delle moschee, dei centri islamici e delle scuole coraniche, che hanno già emesso decine di migliaia di sentenze relative allo stato civile e familiare dei musulmani del Regno, principalmente in materia di matrimonio e divorzio, eredità e contese patrimoniali.
Il primo tribunale islamico in Gran Bretagna fu istituito nel 1982 a Leyton, a est di Londra, con il nome di «Consiglio della sharia islamica». Il segretario generale è Suhaib Hasan, membro del Cerf (Consiglio europeo per le ricerche e la fatwa), organismo presieduto dall’apologeta del terrorismo islamico suicida Youssef Qaradawi, leader spirituale e giuridico dei Fratelli musulmani in Europa, cui la Gran Bretagna proprio negli scorsi giorni ha negato il visto d’ingresso. Nel suo Statuto il Cerf sancisce che «la sharia incarna inequivocabilmente le leggi supreme della vita. La sharia pertanto deve essere rispettata come superiore alla legge civile e alla democrazia. La sharia non può essere emendata per conformarsi all’evoluzione dei valori e dei comportamenti umani. La sharia è in assoluto la norma a cui devono sottomettersi tutti i valori e i comportamenti umani, è il contesto cui essi devono fare riferimento ed è il parametro con cui essi devono essere vagliati ».