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Mentre un primo gruppo si vittime e superstiti sta arrivando a Malta si definiscono i contorni dell’immane tradegida avvenuta nel Mediterraneo.  Sebene i raccontyi di alcuni sopravvissuti siano ifformi pare che il numero delle persone a boprdo del barcone sarebbero state circa 950. Il numero delle vittime, in un primo momento valutato il circa 700, dovrebbe quindi aumentare.
“A bordo eravamo 950, c’erano 40-50 bambini e circa 200 donne” ha riferito alla procura di Catania un sopravvissuto al naufragio ti avvenuto al largo della Libia L’uomo, originario del Bangladesh, è stato portato in ospedale. “Molti migranti sono stati chiusi nei livelli inferiori della barca”. Alla partenza, “i trafficanti hanno chiuso i portelloni impedendogli di uscire”, ha aggiunto.
A Lampedusa, quando hanno tirato fuori i morti che erano rimasti nella stiva, li hanno trovati ancora accucciati. I bambini abbracciati alle mamme. Ne sono arrivati decine di pescherecci così, con i migranti infilati – letteralmente – dai trafficanti anche tra le macchine. E una barca così è una bomba ad orologeria, basta un movimento sbagliato e non c’è speranza. Ed e’ quello che e’ accaduto. Almeno secondo il racconto del comandante del mercantile portoghese King Jacob che per primo è stato dirottato nella zona.
“Stavamo navigando nella loro direzione – ha detto l’uomo ai nostri soccorritori – appena ci hanno visto si sono agitati e il barcone si è capovolto. La nave non lo ha urtato, si è rovesciato prima che potessimo avvicinarci e calare le scialuppe”.
In quei momenti era già tutto compiuto. Chi ha potuto, chi era sul ponte, ha gridato, ha tentato di aggrapparsi a qualcosa. Ma in molti non hanno neanche capito quel che stava accadendo. Chi era nella stiva ha sentito solo il rumore sinistro del legno marcio che si frantuma e ha visto l’acqua entrare tutta assieme.