immigrati
Aluni miranti sono stati gettati in mare dai compagni di viaggio solo perchè cristiani. Per questo alcuni migranti sbarcati Palermo nei giorni scorsi sono stati fermati, dopo essere stati soccorsi nel Canale di Sicilia. Sarebbe stata una lite finita in rissa tra un gruppo di musulmani e di cristiani a causare l’ennesima tragedia nel canale di Sicilia. Secondo il racconto dei profughi, testimoni dell’accaduto, durante la traversata, mentre si trovavano sul gommone, un iniziale alterco è culminato con alcuni immigrati gettati in acqua. “Non si conosce il numero esatto dei profughi buttati in acqua – dicono all’Adnkronos da ambienti investigativi – Ma si suppone siano circa una decina“: potrebbero essere 12 le vittime.
Ad accusare gli immigrati fermati, tra cui un minorenne, sono stati i testimoni al loro arrivo al porto di Palermo, due notti fa. I 15 fermati, accusati tutti di omicidio plurimo, sono stati rinchiuso nel carcere Pagliarelli. Sembra, secondo una ricostruzione, che siano stati i musulmani a gettare in mare i profughi di religione cristiana.
La Commissione Europea, di fronte alla gravità del problema, fa appello ai governi. “Non abbiamo i fondi né il sostegno politico per lanciare operazioni europee di salvataggio, dobbiamo essere franchi, la Commissione non può fare da sola; non abbiamo la bacchetta magica” ha detto la portavoce Bertaud.
Intanto, tra i 357 profughi sbarcati mercoledì 15 aprile al porto di Taranto dal pattugliatore della Marina Militare islandese ‘Landhelgisgaslan’, è stato fermato dalla polizia un cittadino tunisino di 44 considerato uno degli scafisti che hanno accompagnato i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Tra loro anche 45 minori non accompagnati. L’accusa è favoreggiamento all’immigrazione clandestina, aggravato dalla transnazionalità e il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Ragusa. Il suo nome è stato fatto da alcuni dei migranti. Altri due presunti scafisti sono stati fermati a Pozzallo per lo sbarco di martedì 14 aprile. Si tratta di due cittadini del Gambia: Moustafa Sedy di 44 anni e Lamian Chatty di 24. I due hanno confessato il loro ruolo di comandate e addetto alla bussola del gommone con a bordo 79 persone soccorse dalla nave mercantile Thies Maersk, che ha condotto nel porto di Pozzallo complessivamente poco meno di 400 extracomunitari. Il provvedimento di fermo è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Ragusa e da militari dei carabinieri e della sezione operativa navale della Guardia di finanza. Nel 2015 sono stati, finora, 16 gli scafisti fermati per sbarchi nel Ragusano.