immigrati

Gli sbarchi sulle coste italiane sono incessanti e ben superioi a quelli dello scorso anno. Da gennaio al 7 aprile sono stati 12.616 gli immigrati arrivati nel nostro paese. Nello stesso periodo del 2014 la cifra si era fermata a quota 11.695.
Ma il peggio potrebbe ancora venire. Con l’estate il flusso di disperati potrtebbe scoppiare. E questo preoccupa il Viminale.
Anche perché ad approdare sulle nostre coste non sono solo persone che lasciano le loro terre per motivi umanitari ma anche chi è alla ricerca di un lavoro, dal momento che”i decreti flussi non ci sono più” e “non esiste nessuna via legale di accesso al lavoro”.
“La situazione per l’estate si prospetta preoccupante, ma faremo la nostra parte – ha spiegato il capo dipartimento Libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno, Mario Morcone – quest’anno vivremo una grande difficoltà, che dovremo affrontare in maniera civile, con la partecipazione di chi ha il governo dei territori. La nostra forza sono il sistema Sprar, che offre una qualità diversa dall’accoglienza generica ma riguarda solo circa 500 comuni su 8.092, e il Terzo settore e le fondazioni”. Fari puntati, dunque, sui toni del dibattito politico e sul rispetto degli accordi già presi per la distribuzione dei clandestini in tutte le Regioni.
Ad oggi il 50% degli immigrati in carico al sistema di accoglienza è concentrato nelle cinque Regioni del Sud Italia. Ma appare necessaria una più equa distribuzione sull’intero trritorio nazionale.
Resta poi il fatto del sostenziale disinteresse dell’Europa di fronte al problema.