L’avvocato dello Stato Maurilio Mango ha chiesto alla Corte d’appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica del 27 giugno ’80 quando il Dc9 Itavia s’inabissò in mare tra Ponza e Ustica con 81 persone a bordo. L’avvocatura dello Stato chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza e di porre a carico dei familiari il ”pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito”.
Un ricorso in cui si ribadisce, da parte dell’avvoocatura dello Stato, la impossibilità di provare che ad abbattere l’aereo fu un missile, propendendo per l’ipotesi della bomba a bordo. L’avvocato Mango evidenzia come le ricostruzioni giudiziarie e mediatiche “siano state talvolta macroscopicamente influenzate dal progressivo formarsi e consolidarsi di un immaginario collettivo che ha individuato la causa del disastro nell’ abbattimento dell’aeromobile da parte di un missile, con la conseguente responsabilità delle amministrazioni derivante dall’omesso controllo dello spazio aereo”.