Decine i morti nello Yemen, dove l’Arabia Saudita ha iniziato la più grande operazione militare della sua storia impegnando ben 100 aerei da guerra e 150.000 soldati nell’intervento armato iniziato a mezzanotte contro i ribelli sciiti Houthi in soccorso del presidente, il sunnita Mansour Hadi. Lo riferisce la rete al Arabiya, secondo la quale, nella coalizione islamica (sunnita) guidata da Riad, la Giordania ha inviato 6 caccia-bombardieri F-16 mentre gli Emirati Arabi Uniti 30 jet. Gli altri Paesi impegnati sono Marocco, Egitto, Sudan, Kuwait, Bahrein, Qatar. Pronto ad impegnarsi, anche in operazioni di terra, il Pakistan. Oggi riunione ministeriale della Lega Araba a Sharm.
Intanto l’Iran fa sapere: “Azioni militari in Yemen complicheranno ulteriormente la situazione e ostacoleranno gli sforzi per risolvere la crisi con mezzi pacifici”. Lo afferma il ministero degli Esteri, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars. “L’Iran chiede che venga fermata immediatamente l’aggressione militare e i raid aerei contro lo Yemen e il suo popolo” aggiunge.
Mentre sale la tensione nel Paese, è giallo sul presidente Hadi. Secondo Sky News Arabia sarebbe arrivato in Oman. A metà febbraio Hadi era evaso dagli arresti domiciliari impostigli dagli houthi a Sana’a ed era fuggito ad Aden, nel sud dello Yemen. Ed è proprio qui che si era concentrata l’ultima offensiva degli houthi, che ieri avevano anche conquistato l’aeroporto internazionale di Aden, oggi nuovamente sotto il controllo dell’esercito. E’ da ieri che si susseguono affermazioni e smentite circa la presenza o meno di Hadi ad Aden. Fonti non ufficiali lo davano per fuggito, mentre quelle ufficiali, compreso il suo ministro degli Esteri, Riad Yassin, hanno sempre sostenuto che il presidente si trovasse ancora ad Aden e da qui guidasse la resistenza armata contro gli houthi.