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Dopo la De Girolamo cacciato dal governo un altro esponente Ncd. “Domani al termine dell’informativa” alla Camera, “rassegnerò le dimissioni” ha detto il ministro Maurizio Lupi durante la registrazione di Porta a Porta. “Per me la politica non è un mestiere ma passione. E’ poter servire il proprio Stato. Non ho perso né l’onore né la passione”, ha aggiunto Lupi. Di enterà probabilmente capogruppo alla Camera.
Per il momento l’interim delle Infrasrutture verrebbe assunto dallo stesso Renzi. In una seconda fase verrà nominato un altro titolare, probabilmente Raffaele Cantone, magistrato e presidente dell’Autorità anticorruzione. Ma circolano anche i nomi di Mauro Moretti, amministratore delegato di Finmeccanica ed ex ad delle Ferrovie, o anche quello di Andrea Guerra, ex ad di Luxottica, che ora collabora da “superconsulente” a Palazzo Chigi.
Al partito di Alfano verrà probabilmente dato il contentino del Ministero degli Affari Regionali cui potrebbe andare Gaetano Quagliariello.
Unica voce critica nell’Ncd quella della De Girolamo pure costretta alle dimissioni senza esser stata indagata (come appungto Lupi): “l’Ncd dovrebbe uscire dal governo. Una minaccia? No, un’opinione del tutto personale. Abbiamo tenuto in piedi questa maggioranza nel bene e nel male. Mediando su tutto. Anche su cose su cui non eravamo totalmente d’accordo. Non siamo usa e getta”.
Difficile però che Angelino Alfano, che pare incollato alla poltrona di ministro degli Interni, faccia qualcosa del genere. Lui verrà cacciato al prossimo scandalo.
Quanto a Renzi che ha fatto dimettere Lupi non indagagto, ha invece blindato quattro sottosegretari indagati.
Una doppia morale che per ora ha salvato tre esponenti del Pd e un altro del Nuovo centrodestra (stesso partito di Lupi). Sono Vito De Filippo, sottosegretario democratico al ministero della Salute, sotto inchiesta per irregolarità nei rimborsi per spese elettorali e già condannato dalla Corte dei conti a risarcire, insieme ad altri 21 indagati, 196mila euro di danni prodotti dalle spese di rappresentanza “gonfiate”. Anche la dem sarda Francesca Barracciu, sottosegretario ai beni culturali, è indagata sulle spese pazze. Altro esponente del Pd nei guai è Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture indagato dalla Procura di Napoli per rimborsi non rendicontati del consiglio regionale della Campania. Sempre difeso dal premier, a maggior ragione ora visto che a fine novembre è stata chiesta l’archiviazione. C’è infine Giuseppe Castiglione, sottosegretario Ncd all’Agricoltura, indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta per gli appalti per la struttura di accoglienza siciliana di Mineo.