ariannafontanaPATTINAGGIO Tra un mese compirà 25 anni e subito dopo festeggerà il primo anniversario di matrimonio con Anthony Lobello, lei che è stata la più giovane azzurra a conquistare una medaglia olimpica. Arianna Fontana, occhi di ghiaccio come quello su cui da tutta la vita affila le lame dei suoi pattini, il regalo doppio se lo è fatto in anticipo: d’oro, mettendosi al collo la medaglia più preziosa ai mondiali di short track di Mosca. E anche di bronzo, facendo il bis nel giro di quaranta minuti. Un trionfo storico per la pattinatrice di Sondrio che mai aveva vinto il titolo iridato, e per di più su una distanza – i 1500 metri – in cui si sprinta meno e c’è da soffrire di più e che non è mai stata la sua. Eppure già un anno fa a Sochi, sempre in Russia ma palcoscenico olimpico, la freccia bionda era arrivata terza.
E allora il bottino si completò con l’argento nei 500 e l’altro bronzo nella prova a squadre. La collezionista di medaglie (un argento e quattro bronzi olimpici da coccolare, tra cui quello vinto a Torino a soli 15 anni), cresciuta a ghiaccio, pizzoccheri e polenta taragna, anche a Mosca ha divorato l’ovale ghiacciato e si è messa al collo due medaglie, perché dopo la volata d’oro nei 1500 la Fontana ha bissato anche nei 500 dove nonostante una caduta è riuscita a mettere i pattini comunque in zona medaglia. Bronzo. Nella gara più lunga i 2:31.392 le sono valsi l’oro che ancora mancava nella stanza piena di trofei: un’europea capace di mettersi alle spalle la super coppia di coreane Suk Hee Shim (2:31.472) e Minjeong Choi (2:31.501). Mano sul cuore e occhi lucidi sul podio per una festa ancora da completare.
Sugli spalti come sempre il fan club partito dalla Valtellina con i testa papà Renato, mamma Maria Luisa e il fratello Alessandro tutti ad esultare per l’ennesimo traguardo raggiunto dalla campionessa di casa: in panchina il tecnico Keuan Gouadec che non contiene l’entusiasmo. Il pomeriggio da incorniciare si conclude con il bronzo nei 500 alle spalle della cinese Kexin Fan, oro in 43.866, e alla britannica Elise Christie, argento in 44.139. La stessa scozzese con cui l’azzurra aveva un conto in sospeso dopo gli spintoni di Sochi che nella stessa distanza avevano rovinato la gara dell’azzurra, finita terza, ma riabilitata con l’argento proprio con la squalifica della britannica scorretta. A Mosca è festa grande per la regina della velocità sui pattini.