aumento-IVALe clausole di salvaguardia Ue firmate dall’Italia prevedono il forte aumento a meno che non si verifichino condizioni che appaiono sempre più irreealizzabili. Per evitare che vengano applicate occorre infatti trovare entro pochi mesi, prima della presentazione del Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria) almeno 15 miliardi di euro. Come fare? Dove reperirli? I tagli di spesa, quei pochi che sono stati fatti, non bastano assolutamente e altri non sono previsti. Il ministro dell’Economia Padoan ne è ben consapevole e in privato manifesta tutta la sua rpeoccupazione per l’immediato futuro, Infatti se a gennaio l’Iva passerà al 25,5% avrà l’effetto di deprimere la nostra economia annullando ogni pur pallida speranza di ripresa economica.
Di fare trasferimenti dagli enti locali nenache a parlarne. Comuni e Regioni hanno già dato. Non resta, allora, che il ricorso alla solita leva fiscale. Ma un aumento delle imposte pordurrebbe ugualmente effetti negativi sulla ripresa e aumenterebbe le difficoltà di biulancio delle già fin troppo provate famiglie italiane. E se già adesso i consumi non decollano figuriamoci cosa accadrebbe con nuove tasse o con il mostruoso aumento dell’Iva.
Anche se non ne parla apertamente preferendo illudere gli italiani con la barzelletta della ripresa, Matteo Renzi, in privato, appare molto preoccupato.
E mentre parla di ripresa in atto come ha fatto ieri visitando i cantieri di Expo 2015, è ben consapevole della gravità della situazione. Con lui la stampa di regime (Repubbica & C) pronta a cantar le lodi del rpemier e del suo governo amico degli editori di riferimento.
Ma quando l’Iva schizzerà al 25,50% ci sarà poco da gioire. E anchel’intesa tra Renzi e gli italiani finirà di colpo.