Oratori aperta a tutti, anche ai musulmani. E’ l’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, a margine della presentazione di una ricerca Ipsos, a raccontare come la presenza di immigrati sia un dato presente in molti degli oratori lombardi. “I cancelli e le porte sono sempre aperti” e anche il momento della preghiera non è un problema: “i ragazzi musulmani vogliono partecipare sempre, ovviamente con grande rispetto lo si fa nei loro confronti”. Durante l’insegnamento della religione, “la stragrande maggioranza dei musulmani – ricorda – sta in classe quando c’è religione e poi ci sono anche dei momenti di attenzione a loro. I ragazzi si scambiano tra di loro le esperienze religiose”. Il tutto in un “dialogo interreligioso” che sta generando “il nuovo cittadino di Milano”.
Per il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, l’oratorio è “un imponente fenomeno pedagogico, il cui valore sta nel fatto che è una proposta educativa che parte dal basso ed è in grado di coinvolgere tutti. Inoltre sempre più spesso è luogo di incontro, non solo per i ragazzi, ma anche per le famiglie. Contro la frammentazione della nostra vita, che tocca i nostri ragazzi sin dalla prima infanzia, può rispondere attraverso l’esperienza della comunità educante composta da un pluralità di figure: il sacerdote, l’educatore, l’allenatori, i genitori, i nonni”.
Secondo i risultati dell’indagine Ipsos gli oratori sono presenti nel 75% delle parrocchie lombarde. Ma considerato che nel conteggio sono comprese anche le comunità ecclesiali più piccole e isolate, si può affermare che quasi ogni parrocchia nelle diocesi della regione ha una struttura di questo tipo. I 2.307 oratori, capillarmente diffusi sul territorio, sono luoghi sempre aperti. Sono attivi tutta la settimana e tutto l’anno: nella fascia pomeridiana, quella più attiva, il 56% prevede attività anche di lunedì, quasi tutti (il 92%) la domenica.