libroLatellaLaura Boldrini per le recenti dichiarazioni sul linguaggio di genere, la presidente della Rai Anna Maria Tarantola per le vicende Rai, il ministro della Difesa Roberta Pinotti per la complicata situazione internazionale, Barbara Berlusconi, la stilista Frida Giannini, Marine Le Pen, Rachida Dati. Tutte donne di potere, assai diverse tra di loro ma accomunate dalla determinazione, la consapevolezza fin dalla più giovane età di essere in grado con le loro capacità, lo studio di arrivare in vetta. Anche se a loro come a tutte le donne è capitato di incontrare spesso più di un ostacolo. Si confessano, si mettono a nudo con Maria Latella che si propone nel suo quarto libro ‘Il potere delle donne’ attraverso interviste a famose protagoniste della scena politica ed economica italiana di dare consigli alle giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Non a caso è dedicato a sua figlia Alice e a tutte le Millennials: “Non buttatevi giù – scrive Latella rivolgendosi alle giovani nate negli anni ottanta o primi anni novanta – se nei momenti cupi vi sembra di essere nate nel decennio sbagliato(…) Voi ragazze avete dei modelli.
Delle donne cui ispiravi se vi convincono. Da cui imparare se vi interessa. Da criticare, se vi serve. Noi non ce l’avevamo. E credetemi ci sarebbero state parecchio utili per evitare errori, che con tutto il cuore vorrei aiutarvi a scansare”.
Tra le intervistate nel libro: anche l’avvocato più richiesto dai potenti d’Italia Paola Severino, la magistrata Lucia Aielli minacciata dalla camorra, la scienziata Sandra Savaglio, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, Luisa Todini. Essere corteggiate da un collega o da un capo che non capisce di dover stare al suo posto? E’ successo anche a Fernanda Contri, famosa avvocato, poi giudice della Corte Costituzionale. Rimanerci male perché hanno promosso un altro? Anche alla Tarantola, quando era ancora una giovane dirigente di Banca d’Italia. Tornare a casa la sera e vedere soltanto un attimo i bambini perché è tardi e devono andare a letto? Come a tante mamme, i sensi di colpa vengono anche a Barbara Berlusconi e alla ministra Marianna Madia. Donne Alfa, si dice oggi. Quanto conta fin da piccole la consapevolezza di sé e delle proprie qualità? Quando ci si accorge di avere qualcosa di diverso dalle altre? Per tutte le scoperta si colloca tra le elementari e le medie: andare a scuola con la merenda nella cartella e già sapere dove arriverai. Così è stato per Roberta Pinotti primo ministro della Difesa donna nella storia della Repubblica italiana. A stimolarla – confessa questa bionda signora che mette i generali sull’attenti , a darle fiducia,  sono stati i suoi genitori – “gente semplice. Mia madre aveva la quinta elementare, una famiglia di mezzadri che gestiva una trattoria, dove anche io davo una mano quando finivo i compiti. “Devo studiare. Io da grande voglio fare un’altra cosa, non mi piace pulire i tavoli”. “Ho lavato così tanti fagiolini in quegli anni – ricorda – che oggi non li compro più”. Laura Boldrini, terza donna a diventare presidente della Camera dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti, racconta di un’infanzia scandita dall’obbligo di essere all’altezza. Mai deludere le aspettative. “Per tutta la vita mi sono portata dietro questa attitudine”. “Sono la prima di cinque figli e i genitori tendono a dare al primogenito la responsabilità degli altri. Delegavano: ‘Mi raccomando i tuoi fratelli…questo, quello, è rimasto il mio marchio”. “L’imprinting di una carriera passata a risolvere emergenze, dalla Fao al ruolo di portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che ha ricoperto fino al 2012, prima di entrare in politica”.
Anna Maria Tarantola, presidente della Rai, è nata da mamma casalinga e papà impiegato alla Snam. “Non si resiste in Bankitalia, scalando un gradino dopo l’altro, e non si diventa presidente Rai, se non si ha, diciamo, un forte carattere”, scrive Latella. Il segreto di Tarantola? Essere sempre un passo avanti. “Leggevo le lezioni prima che il professore le spiegasse”. La leadership invece arrivò molti anni dopo. A 35 anni lavorava in Bankitalia a capo di un gruppo di lavoro quasi tutto maschile. Come? “Con grandi cena a casa mia: venivano tutti: più che spaghettate, risottate”.
All’attuale ministro Marianna Madia: vengono imputate troppe amicizie strategiche – scrive ancora Maria Latella -, immaginate cosa si sente dire Barbara Berlusconi, scesa in campo con la scritta ‘figlia di papà’ cucita sulla maglia. Laurea in filosofia (110 e lode tesi sul concetto di libertà e giustizia nel pensiero di Amartya Sen). Quanto ha pesato confrontarsi con un genitore dalla personalità così ingombrante? “Confrontarsi con uno come mio padre è semplicemente impossibile”. Come vanno le cose al Milan? “Cerco di fare tesoro dei consigli di papà, ho un buon confronto, anche se lui è un po’ insofferente quando ho opinioni diverse. Però poi è capace di apprezzarle, di apprezzarmi”. “Mi sono sempre sentita diversa, ma mai migliore”, confessa invece il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “A scuola andavo bene… mi sono sempre proiettata verso una dimensione sociale. Io invece volevo sapere ciò che succedeva nel mondo, sognavo di fare la corrispondente di guerra. Oriana Fallaci, ecco la donna a cui volevo assomigliare”.
  

Maria Latella
IL POTERE DELLE DONNE
Pagg. 200 E. 18
Feltrinelli