Maggioranza spaccata, alla Camera, sul ddl sulla prescrizione. E maggioranza divisa e ferma, al Senato, sulla corruzione. Il testo di riforma della prescrizione, oggi esaminato in Commissione giustizia, che allunga della metà i termini per i reati di corruzione, fino ad arrivare a 18 anni, non è piaciuto ad Alleanza popolare, vale a dire Udc ed Ncd. Sono tempi “inammissibili per un paese civile”, la linea di Ap, e così, con Forza Italia, volta le spalle e vota contro. Per nulla soddisfatti anche i grillini che si dicono “indignati”. I loro emendamenti sono stati tutti bocciati “dal Pd che ha fatto vincere FI e Ncd”. Ammettono, i M5S, che l’allungamento “è un passo in avanti”, ma vogliono “ben altro, leggi più severe”. E così anche loro voltano le spalle se pur scegliendo la strada dell’astensione.
Una spaccatura che, per la maggioranza, si registra anche al Senato, dove slitta l’esame del Ddl e, soprattutto, dove ci si è fermati sull’emendamento per il falso in bilancio che in tanti, dalle imprese alla politica, non sembrano volere fino in fondo.