UmbertoTirelliIl Prof. Umberto Tirelli, uno dei massimi oncologi italiani, è Direttore del Dipartimento di Oncologia  Medica  del Centro di Riferimento Oncologico dell’Istituto Italiano dei Tumori di Aviano (PN). Autore di decine di pubblicazioni scientifiche ha conseguito numerosi premi per le sue ricerche. Con lui Giornale.it  ha parlato dello stato della ricerca oncologica e dell’importanza della prevenzione.

1)    Prof. Tirelli, lei è uno dei massimi oncologi italiani. Quanto incidono gli stili di vita nella possibilità di sviluppare un tumore?

Ogni giorno lavorativo mediamente a mille italiani viene comunicata una nuova diagnosi di tumore per un totale di circa 250mila persone per anno.  Complessivamente un milione e mezzo sono le persone affette da questa malattia, fra i nuovi casi, i pazienti guariti o in trattamento.  Gli stili di vita e la prevenzione sono fondamentali per diminuire il rischio di sviluppare un tumore. A questo proposito ho messo a punto un decalogo per il 2015:
1)    NON FUMARE: se sei giovanissimo, sappi che se comincerai a fumare avrai almeno dieci anni di vita in meno davanti a te;  se fumi smetti immediatamente, non è mai troppo tardi, a tutte le età. Se non ce la fai, considera le sigarette elettroniche, sicuramente meno cancerogene delle tradizionali per la mancanza di combustione di tabacco e carta. Ricorda che anche il fumo passivo è cancerogeno. Tutte le droghe fanno male. Non esistono droghe “leggere”.
2)    NON ABUSARE DELL’ALCOOL. Qualche bicchiere di vino al giorno ai pasti può fare addirittura bene, ma no all’abuso dell’alcool, non bere mai fuori dai pasti, se non in circostanze particolari (feste, ecc.). Attenzione all’alcool e ai superalcolici nei giovani e nei giovanissimi. No quando ci si appresta a guidare.
3)    MANTIENI IL GIUSTO PESO, controllando l’alimentazione (meno grassi e carne e più frutta e verdura di stagione) facendo ricorso all’attività fisica (se si è giovani facendo sport anche amatoriali e/o frequentando una palestra, altrimenti una camminata a passo veloce di mezz’ora a giorni alterni può essere sufficiente). Se vi sono intolleranze alimentari (es. lattosio, glutine etc.) o altri disturbi alimentari, puoi anche valutare la nutrigenomica che analizza il DNA e può fornire delle linee guida personalizzate per migliorare la qualità dell’alimentazione e lo stile di vita.
4)    LASCIA L’AUTO A CASA SE TI È POSSIBILE: Contribuisci a diminuire l’inquinamento, che è stato definitivamente considerato cancerogeno dall’OMS e che è dovuto soprattutto ai gas di scarico delle macchine, lasciando il più possibile l’auto a casa, camminando o andando in bicicletta.
5)    AFFIDATI CON FIDUCIA ALLA MEDICINA PREDITTIVA. La medicina predittiva rappresenta sicuramente la più diretta conseguenza della nostra conoscenza del genoma umano ed è un modello che si applica fondamentalmente ad individui sani e il suo scopo non è la guarigione, come per la classica medicina curativa, quanto la scoperta di alterazioni genetiche, a livello del nostro DNA, la cui identificazione può essere utile per identificare i soggetti a rischio per tumore (vedi punto otto) e studiare il metabolismo dei grassi, dei carboidrati, delle vitamine e dei minerali, con potenziale netto beneficio per il controllo del sovrappeso e dell’obesità e la prevenzione delle malattie cardiovascolari.  (Per i test genetici 0434 41416).
6)    FATTI VISITARE SE ….: Se riscontri anomalie persistenti – quali tosse insistente, voce alterata, difficoltà a respirare, cuore che batte irregolarmente e frequentemente, febbricola, calo di peso inspiegato, sanguinamento inspiegato a livello della bocca o delle vie genitali o del retto, noduli della pelle come nei che cambiano colore o che sanguinano o che fanno solo prurito – vai dal tuo medico di fiducia.
7)    PROCEDI AGLI SCREENING ED EVENTUALMENTE AI TEST GENETICI: A seconda dell’età, procedi agli screening per la diagnosi precoce dell’utero, della mammella, del colon retto, della prostata. Se hai parenti stretti (genitori, figli, fratelli) che hanno sviluppato tumori della mammella, colon retto e prostata, sussiste un aumentato rischio di sviluppare questi tumori e potrebbe essere necessario adottare indagini di screening più precoci e più sofisticati, compreso il genotest oncologico, per la valutazione del DNA ed eventuali alterazioni che predispongono ai tumori.
8)    EVITA L’ACQUISIZIONE DI MALATTIE CHE SI TRASMETTONO SESSUALMENTE: Le malattie sessualmente trasmesse non sono assolutamente scomparse ma, anzi, sono in aumento. Adotta, in base ai tuoi principi etici e religiosi, uno dei seguenti provvedimenti: astinenza (valida anche e soprattutto per i giovanissimi), relazioni stabili e fedeli con un partner che faccia altrettanto, o l’impiego del preservativo. Partecipa ai programmi di vaccinazione contro l’epatite B e l’HPV, che possono fare scomparire o ridurre significativamente l’epatocarcinoma, i tumori del collo dell’utero, dell’ano e della tonsilla.

2)  La ricerca oncologica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Oggi quali sono i tumori dai quali si può più agevolmente guarire e quelli ancora resistenti alla cure?

I tumori sono in costante aumento ma la  mortalità però é in costante calo negli ultimi anni. Questo è quanto emerge da un recente rapporto annuale negli Stati Uniti, curato dal National Cancer Institute of Health e dal Center for Disease Control di Atlanta pubblicato recentemente. In sintesi,  si apprende un nuovo calo negli States della mortalità per cancro dal 2000 al 2009, di circa il 2% negli uomini e l’1,50% nelle donne. Questi dati  americani  potrebbero essere considerati gli stessi in Italia. Negli uomini l’incoraggiante calo della mortalità è soprattutto nei tumori del polmone, della prostata, del colon e stomaco, mentre tra le donne la diminuzione risulta per casi alla mammella,  cervice, ovaio, vescica e polmone. Le ragioni possono essere diverse, prevalentemente nella riduzione dei fattori di rischio, come il fumo e l’alcool, nelle diagnosi più precoci e nei trattamenti più  efficaci e sempre più personalizzati. Anche nei bambini la mortalità sotto i 14 anni è diminuita di quasi il 2%.  Certamente la sfida del futuro è quella di migliorare la situazione dell’area delle infezioni d HPV (human papilloma virus) e dell’obesità, che registra un incremento dei tumori del rene, pancreas, utero e fegato. Per gli HPV, sono i più comuni virus trasmessi sessualmente, nelle varie manifestazioni, per via vaginale, anale e orale, con incremento dei tumori della tonsilla e anali in ambo i sessi. Se l’alcol e il fumo possono causare tumori, l’HPV è causa del 70% dei tumori della tonsilla e base della lingua. Per l’HPV esiste un vaccino che dovrebbe essere somministrato alle adolescenti dai 13 ai 14 anni, cioè prima che diventino sessualmente attive, ma purtroppo emerge che detta prevenzione avviene soltanto nel 30% delle ragazze di tale età.  Bisogna  però rifuggire da trionfalismi, illusioni e promesse che non si basano su solidi dati a disposizione: la guerra contro il cancro è ancora purtroppo lontana dall’essere vinta definitivamente, anche se alcune importanti vittorie sono state messe a segno in qualche battaglia.  Per esempio per il tumore del polmone, anche se si registra un lieve calo della mortalità, c’è ben poco di promettente all’orizzonte sul versante terapeutico e questa malattia, che é il killer numero uno tra gli uomini e il killer numero due tra le donne, rimarrà purtroppo tale, almeno per i prossimi anni, tenendo conto che gli italiani continuano a fumare ed in particolare i giovani, soprattutto le donne che fumando si espongono sempre di più a questo tumore. E’ necessario senz’altro migliorare la possibilità di guarigione nei tumori  considerando che già di partenza complessivamente circa la metà dei pazienti non possono guarire ed attualmente la ricerca a livello internazionale sui tumori, ma anche nel nostro paese, é fortemente impegnata nel perseguire diverse linee, tra le quali la chemioprevenzione (con l’uso di sostanze ormonali e vitaminiche in grado di bloccare i processi di cancerogenesi in soggetti riconosciuti a rischio di sviluppare tumori o in pazienti già sottoposti a trattamenti curativi per neoplasia e a rischio di sviluppare una recidiva della stessa); il blocco dell’angiogenesi tumorale (una trentina di agenti sono attualmente in studio con l’intento di bloccare la produzione di vasi da parte dei tumori), le terapie immunologiche innovative (per esempio con la somministrazione di anticorpi monoclonali, una specie di missili telecomandati, rivolti a fattori di crescita dei tumori o ad oncogeni, per esempio nei tumori della mammella, e nei linfomi), i vaccini antitumorali (con l’intento di sviluppare una risposta immunologica contro il tumore, per esempio nel melanoma, nei tumori del colon e nei linfomi), la terapia genica (con l’intento di manipolare e di correggere in laboratorio il materiale genetico che é responsabile dell’insorgenza e dell’evoluzione dei tumori per poi risomministrarlo modificato al paziente), i farmaci chemioterapici derivati da agenti citotossici attualmente in uso, ma dotati di maggiore potenza e selettività nei confronti delle cellule tumorali, ed infine farmaci chemioterapici che agiscono su nuovi bersagli cellulari. Queste ricerche soltanto nell’ambito medico, ma ne esistono altrettante importantissime nell’ambito chirurgico e radioterapico dove metodiche potranno migliorare i risultati sia per quanto riguarda la mortalità che la qualità della vita.