LaceySpearsAveva creato un blog, Garnett’s Journey, e postato numerose foto che la ritraevano in amorevoli istanti rubati alla sua vita di mamma. Lacey Spears ha ingannato l’intera America che ora è sgomenta e inorridita. Aveva conquistato il cuore della rete con la sua odissea di madre single alle prese con un figlio malato.

Un piccolo di 5 anni affetto da chissà quale malattia che i medici non riuscivano a capire e a curare, ma che gli provocava terribili dolori a cui lei non poteva in alcun modo dare pace. Un bambino bellissimo, con lunghi capelli biondi che invece è morto per una malattia che affliggeva sua madre. I giudici l’hanno condannata a 25 anni di reclusione per omicidio. La donna infatti, patologicamente dipendente dall’attenzione che riceveva sul web per la malattia del figlio, lo aveva lentamente avvelenato iniettandogli prima, pare, forti dosi di insulina per indebolirlo, e poi grandi quantitativi di sale attraverso un sondino naso-gastrico che gli avevano messo in ospedale. Questo le permetteva di agire indisturbata e soprattutto di non far capire neanche al bambino cosa ingerisse, dato che non se ne accorgeva, assicurandosi quindi che il figlio non riuscisse a spiegare l’origine dei suoi dolori. Ad incastrarla due video dell’ospedale, che la mostrano mentre porta il figlio al bagno con la sonda gastrica con la quale era solita iniettare il composto, e due sacche, rinvenute nella sua abitazione, contenenti cloruro di sodio, per la precisione l’equivalente di 69 confezioni di sale da cucina. In oltre, nella cronologia del suo computer sono state trovate ricerche specifiche sui danni causati dal cloruro di sodio ad alti dosaggi.

Il bambino è deceduto nel gennaio del 2014 ed ora che il processo si è concluso, resta soltanto tanto orrore per l’ennesima madre-mostro. Resta da chiedersi se questi comportamenti maniacali siano rintracciabili in qualche modo, se sia possibile salvare queste piccole vite manipolate da genitori incontrollati e patologici. Ed è inevitabile chiedersi quanti altri bambini ci siano là fuori a rischio di vita a causa proprio di quell’amore che li ha generati.{jcomments on}