Diminuisce di un miliardo la spesa sanitaria tra il 2010 e il 2013: era infatti pari a 112,6 miliardi nel 2010 mentre risulta pari a 111,6 miliardi nel 2013.
Il calo ha riguardato la gran parte dei sistemi regionali, tanto che ben 14 regioni su 20 (in cui sono ricomprese tutte quelle in piano di rientro dal deficit sanitari) hanno complessivamente ridotto le spese, mentre un aumento ha interessato le altre come ad esempio la Provincia autonoma di Bolzano,dove la spesa e’ cresciuta in media dell’1,82% all’anno, quella di Trento, che ha fatto registrare un aumento dell’1,67%, la Lombardia, dove la spesa e’ cresciuta dell’1,11% (oltre 600 milioni complessivi), il Friuli Venezia Giulia dove l’aumento e’ stato pari allo 0,39%, l’Emilia Romagna dove si e’ registrato un +0,44%, l’Umbria dove la crescita della spesa e’ stata pari allo 0,29% e la Sardegna, che ha fatto registrare un aumento medio dello 0,71%. E’ quanto emerge da un focus di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sull’ “Andamento della spesa sanitaria nelle Regioni – anni 2008-2013”.
Nonostante i tagli alla spesa, emerge però dal rapporto, in otto regioni, i conti rimangono in profondo rosso senza risorse aggiuntive provenienti da altre voci di bilancio, tra cui le tasse: analizzando i conti economici emerge infatti che nel 2013 Lazio, Liguria, Molise, Calabria, Piemonte, Puglia, Sardegna e Pa di Bolzano non sono riuscite, a diversi livelli, ad ottenere un risultato di gestione in equilibrio, “colmando” in qualche caso le perdite con altre voci di bilancio regionale.