incidentell recente disegno di legge Concorrenza  ritocca al ribasso le basi di calcolo degli indennizzi dovuti dalle compagmnie assicurative in caso di incidenti. In sostanza: ogni punto di invalidità varrà un po’ meno. Si passerà da 795,91 euro a 674,78, -15%. Una limatura non di poco conto: e anche se le nuova tabelle ancora non ci sono, si è già stimato che con questa limatura le assicurazioni risparmieranno milioni, decine di milioni di mancati (o minori) indennizzi.
Quindi il provvedimento andrà ad abbattere considerevolmente la misura dei risarcimenti per le vittime di incidenti stradali, in quanto, oltre a ridurre la base di calcolo per i danni di lieve entità derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è andata a riformulare la denominazione degli articoli 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni Private, sostituendo la dicitura “danno biologico” in “danno non patrimoniale”. Una modifica non lieve, spiegano gli esperti, visto che l’importo indicato nelle tabelle nazionali, a questo punto, rischia di vedere ricompreso anche il cosiddetto danno morale rientrante nella più ampia categoria del danno non patrimoniale, che, fino ad oggi veniva liquidato, invece, come posta risarcitoria autonoma rispetto al danno biologico.
Protestano le associazioni dei consumatori. Secondo Federconsumatori: «Numerose sentenze di Cassazione hanno ribadito che, per la liquidazione del danno biologico, occorre fare riferimento alle Tabelle del Tribunale di Milano (già basse per i danni), che l’Ania ed il governo vogliono dimezzare, cassando così equi risarcimenti consolidati dal diritto sul danno alla salute». Il governo, con la sforbiciata annunciata venerdì scorso, si proponeva di rendere un po’ meno rigido il nostro sistema assicurativo (paghiamo un costo medio Rc Auto superiore a tutti gli altri Paesi europei, un abbondante 30%), e invece che aumentare i premi in caso di danni invalidanti, come si potrebbe logicamente ipotizzare, sembra aver accolto l’indicazione sussurrata da tempo delle compagnie assicurative.
Ma non basta. Infatti, mettendo mano al capitolo assicurazioni il governo è anche riuscito a far infuriare i riparatori di auto, aprendo – a loro dire – la strada al monopolio delle grandi compagnie pure nel campo delle riparazioni: «Errare è umano», ha tuonato il presidente dei Carrozzieri di Confartigianato Silvano Fogarollo, «ma perseverare è diabolico. Per l’ennesima volta, con le misure in tema di Rc Auto, assistiamo al tentativo di consegnare il mercato delle riparazioni auto nelle mani delle assicurazioni. Questo», taglia corto Fogarollo, «in nome di una presunta liberalizzazione, e senza tener conto che una misura identica era giù stata stralciata nel 2014 dal Decreto Destinazione Italia e che in Parlamento sono state presentate proposte di legge proprio su questa materia». La minaccia, ora, è che il prossimo 7 marzo possano invadere Roma proprio i carrozzieri, anche perché se il ddl confermerà l’impianto anticipato da Renzi ci ritroveremo con oltre «il 50% delle carrozzerie private sul lastrico».