Il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha chiuso l’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio: contestati a Massimo Bossetti due reati, l’omicidio volontario aggravato e la calunnia. A quattro anni dal giorno dell’omicidio della tredicenne di Brembate Sopra, come scrivono i quotidiani, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio a Claudio Salvagni, in qualità di avvocato difensore dell’unico indagato per il delitto, in cella da oltre otto mesi, incastrato dall’indizio del Dna.

Per il reato di omicidio, due le aggravanti contestate. La prima: l’aver “adoperato sevizie e aver agito con crudeltà”. È un’aggravante che prevede l’ergastolo. La seconda: Bossetti avrebbe “approfittato di circostanze di tempo (in ore serali/notturne), di luogo (in un campo isolato) e di persona (un uomo adulto contro un’adolescente di 13 anni) tali da ostacolare la pubblica e privata difesa”. A Bossetti è stato contestato anche un nuovo reato: la calunnia nei confronti di Massimo Maggioni, uno dei suoi colleghi del cantiere di Palazzago, quello in cui lavorava all’epoca del delitto. In uno degli interrogatori il muratore di Mapello, nel tentativo di allontanare da sé i sospetti, sarebbe arrivato ad accusare il collega dell’omicidio, dicendo agli inquirenti di indagare sul suo conto. (Fonte: ANSA) {jcomments on}