magistrati730La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Il testo è stato approvato con 265 sì, 51 no e 63 astenuti. La Lega, Fi, Sel, Fdi e Alternativa Libera si sono astenuti. Il M5S ha votato contro. Mentre i magistrati insorgono, sottolineando che la nuova norma ha profili di incostituzionalità.
“È un pessimo segnale, la politica approva una legge contro i magistrati”, è la lettura dell’Associazione nazionale Magistrati all’approvazione della riforma sulla responsabilità civile dei giudici, sottolineando come tutto questo accada mentre c’è una “corruzione dilagante”.
“Il ministro Orlando ha detto che questa riforma è una rivoluzione, un passaggio storico; invece è una rivoluzione contro la giustizia, contro l’indipendenza dei magistrati”, commenta il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli. Una norma, ricorda Sabelli, che contiene “profili di illegittimità costituzionale” e che “al di là dei gravi effetti che avrà, è un segnale negativo per il presidio della legalità”.
Durissima la corrente di Magistratura Democratica: Una riforma che ci riporta a una Giustizia di classe: timorosa dei forti e meno attenta ai diritti dei più deboli.
Opposta l’opinione del ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Con le scelte fatte abbiamo una norma capace di impedire che ci siano cittadini privi di tutela”, spiega a voto in corso. E ancora: “Con questo voto arriva in fondo un lavoro intrapreso da molto tempo e di cui non si coglie fino in fondo la complessità. Il governo è intervenuto per impedire qualsiasi forma legata all’interpretazione del giudice e qualsiasi forma, anche surrettizia, di responsabilità diretta dei magistrati. La scelta è stata quella di tutelare l’autonomia della magistratura, garantendo allo stesso tempo i cittadini quando vi è una violazione macroscopica. Si estende la responsabilità dello Stato ma si impedisce che si incida sul magistrato. Per questo dico con serenità che rifiuto qualsiasi interpretazione di norma intimidatoria”.
E il ministro aggiunge: “Con grande laicità valuteremo gli effetti della prima applicazione”. “Noi riteniamo” che il punto di equilibrio raggiunto “possa funzionare e siamo disponibili a vedere” l’azione dei meccanismi “in campo e a correggere i punti segnalati”, ma “siamo convinti che sarà sufficiente la giurisprudenza a chiarire che non ci saranno riscontri nella realtà fattuale” i pericoli paventati.
Ecco in sintesi cosa prevede la nuova legge
RESPONSABILITA’ INDIRETTA – Resta fermo il principio per cui è lo Stato che risarcisce direttamente i danni della ‘malagiustizia’ potendo solo in seconda battuta rifarsi sul magistrato. Il cittadino che ha patito un danno ingiusto, in altri termini, potrà esercitare l’azione risarcitoria esclusivamente nei confronti dello Stato.
OBBLIGO DI RIVALSA – L’azione di rivalsa dello Stato diventa obbligatoria. Il risarcimento al magistrato dovrà essere chiesto entro due anni dalla sentenza di condanna nel caso di diniego di giustizia o quando la violazione è stata determinata da dolo o negligenza inescusabile. Quanto all’entità della rivalsa, cresce la soglia attualmente fissata a un terzo: il magistrato risponderà ora con lo stipendio netto annuo fino alla metà. Se vi è dolo, l’azione risarcitoria è però totale.
SOPPRESSIONE DEL FILTRO – Niente più controlli preliminari di ammissibilità della domanda di risarcimento contro lo Stato. L’attività di ‘filtro’ (verifica dei presupposti e valutazione di manifesta infondatezza) oggi affidata al tribunale distrettuale è cancellata.
CONFINI DELLA COLPA GRAVE – Si ridefiniscono e integrano le ipotesi di colpa grave. Oltre che per l’affermazione di un fatto inesistente o la negazione di un fatto esistente, scatterà la colpa grave in caso di violazione manifesta della legge e del diritto comunitario e in caso di travisamento del fatto o delle prove. Colpa grave sarà anche l’emissione di un provvedimento cautelare personale o reale al di fuori dei casi consentiti dalla legge o senza motivazione.
TRAVISAMENTO FATTO O PROVE – I lavori parlamentari, richiamandosi a un’interpretazione costituzionalmente orientata della norma, hanno chiarito come il ‘travisamento’ rilevante ai fini della responsabilità civile del magistrato sia unicamente quello macroscopico ed evidente, tale da non richiedere alcun approfondimento di carattere interpretativo o valutativo.
CLAUSOLA SALVAGUARDIA – Viene ridelineata la portata della ‘clausola di salvaguardia’: pur confermando che il magistrato non è chiamato a rispondere dell’attività di interpretazione della legge e di valutazione del fatto e delle prove, si escludono espressamente da tale ambito di irresponsabilità i casi di dolo, di colpa grave e violazione manifesta della legge e del diritto della Ue.