Mentre il premier libico Abdullah Al Thinni lancia l’allarme sui rischi che corre per prima lìitalia dal progressivo deterioramento della situazione libica, il nostro governo prende tempo.
«Al Qaida e l’Isis sono già a Tripoli… chiediamo alle potenze internazionali di dare il via ad operazione militari altrimenti la minaccia si estenderà ai paesi europei e in particolare all’Italia», dice Al Thinni.
Ma l’Italia per muoversi attende l’Onu. Onu il cui intervento è sttao chiesto da Francia ed Egitto che sollecita un’immediata riunione del Conisglio di Sicurezza dedicato alla questione libica.
Il lavoro al Palazzo di Vetro è del resto fondamentale anche per comprendere le intenzioni degli Stati Uniti. Già riluttante ad agire in Iraq e Siria Obama scaricherebbe volentieri sull’Europa l’intervento in una Libia tutt’altro che vitale per i suoi interessi. Un voto del Consiglio di sicurezza l’obbligherà invece ad un’adesione almeno formale.
Dal nostro punto di vista questi passaggi servono anche per comprendere gli obbiettivi di Parigi e Londra impegnati da tempo a studiare forme d’intervento potenzialmente in contrasto con gli interessi italiani.
Intanto il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha convocato una riunione al Viminale per affrontare le problematiche relative all’immigrazione e al terrorismo dopo i fatti della Libia. Per questo il ministro ha cancellato il viaggio programmato a Napoli dove doveva prendere parte ad un comitato per l’ordine e la sicurezza.

Tre ore di controlli serrati dopo un allarme bomba anonimo, questa mattina all’aeroporto di Orio al Serio. Alle 7,30 è scattata la procedura di sicurezza dopo che l’ufficio cambio valute ha ricevuto una telefonata di un uomo che ha detto: “Allah akbar, Allah akbar, alle 10 scoppierà una bomba”. Immediati i protocolli di sicurezza: nessun volo è stato comunque fermato, né in partenza né in arrivo. Per tre ore il personale della polizia ha setacciato l’intero aeroporto, senza trovare nulla. Alle 11 la situazione si è normalizzata.