immigratiL’Isis ha minacciato di inviare “500mila migranti verso l’Italia dalle coste libiche in caso di intervento militare”. La notizia è stata confermata dai servizi italiani, ma anche stranieri, e sarebbe trapelata in alcune intercettazioni telefoniche tra gli jihadisti, che userebbero l’arma dell’immigrazione come arma psicologica. L’obiettivo sarebbe quello di creare una nuova tragedia di morti in mare e destabilizzare il Paese.
Il piano sarebbe confermato anche dall’aumento di furti di barconi in Tunisia ed Egitto mentre tra gli scafisti spuntano anche i kalashnikov. Come scrive Il Messaggero, ” la minaccia registrata non basta per dire che lo Stato islamico abbia un ruolo preponderante nel traffico di migranti”, ma la situazioni potrebbe cambiare. Per questo è necessario trovare un accordo diplomatico tra le due coalizioni principali di Tripoli: i lealisti al governo di Tobruk, a Est, laico e appoggiato dall’Egitto e la coalizione “Alba” che controlla quasi tutta la città di Tripoli e Misurata, appoggiata dai Fratelli Musulmani.
Entrambe hanno un Parlamento e una loro struttura pubblica e su queste che l’inviato Onu sta cercando di lavorare. Con una riconciliazione interna infatti sarebbe più facile arginare la minaccia jihadista. “Non possiamo ricadere in una trappola anche in Libia come in Somalia e Niger. Bisogna far lavorare la diplomazia europea e internazionale”, afferma il vicepresidente del Copasir Giuseppe Esposito.