RibelliYemenMentre Stati Uniti e Ue pensano all’Ucraina e a indebolire Vladimir Putin, l’islam più estremista si va imposessando di sempre nuovi territori.
A rischio è adesso lo Yemen. Il Paese è nel caos dopo che le milizie ribelli Houthi hanno sciolto il Parlamento e assaltato la residenza presidenziale nelle settimane scorse, eventi che hanno portato alle dimissioni del Capo dello Stato Abd Rabdo Mansour Hadi.
Se ne è accorto anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon che al Consiglio di sicurezza dell’Onu ha rivolto un appello ad agire per evitare che il Paese sprofondi verso l’anarchia. “Lo Yemen sta crollando sotto i nostri occhi” ha affermato il rappresentante delle Nazioni Unite davanti ai 15 membri permanenti dell’organismo.
Le milizie sciite appoggiate dall’Iran stanno avanzando verso sud dove si scontrano con le tribù sunnite e con i militanti di al-Qaeda. Benomar, intervistato da al-Arabiya, ha parlato di un’economia yemenita ormai sull’orlo del collasso e chiede uno sforzo alle parti per raggiungere un accordo di pace. Ieri migliaia di persone sono scese in piazza per commemorare il quarto anniversario dell’inizio delle manifestazioni che portarono all’scita di scena del presidente Ali Abdullah Saleh, che molti osservatori vedono come l’uomo-ombra che da dietro le quinte è dietro il colpo di Stato degli Houthi.
Nel caotico scenario del Paese non resta a guardare al-Qaeda nella penisola arabica, il gruppo terrorista che a gennaio ha rivendicato la strage al Charlie Hebdo di Parigi. Oggi militanti di Ansar al-Sharia legati ad al-Qaeda hanno preso il controllo di un campo dell’esercito nel sud dello Yemen dopo scontri con la sicurezza costati la vita ad almeno sette persone, tra cui tre soldati. I combattenti hanno preso il controllo della base della 19esima brigata di fanteria a Baihan, città della provincia di Shabwa, nel sud del Paese.