GiuramentoTsiprasAlexis Tsipras, vincitore delle elezioni di Grecia, ha già giurato come primo ministro davanti al presidente della Repubblica Karolos Papulias. Diversamente da quanto accadeva in passato, non ha giurato davanti a un’autorità religiosa.
Poche ore prima era stato raggiunto l’accordo per formare il nuovo governo tra la sinistra radicale di Syriza, sì vincitrice domenica, ma con 149 seggi, due in meno della maggioranza assoluta, e la destra dei Greci Indipendenti (An. El), che ne ha conquistati 13. I due partiti avranno quindi una maggioranza di 162 seggi su 300. Un’alleanza da molti ritenuta bizzarra, vista la distanza ideologica tra i due movimenti, uniti però dalla comune avversione per le politiche d’austerità della cosiddetta Troika.
Anche Aneksartitoi Ellines (Greci indipendenti) è un gruppo della destra nazionalista che potremmo definire figlio della grande crisi che ha travolto il Paese. Il fondatore Panos Kammenos, era un esponente della destra conservatrice di Nuova democrazia, il partito di governo che ha anche un’importante componente liberale. Alle misure draconiane, Kammenos ha detto subito no, lasciando intendere che, in questa battaglia, avrebbe cercato alleati senza guardare alle etichette. «Greci indipendenti» calamita nazionalisti, imprenditori, uomini d’affari cui l’Ue e i suoi vincoli vanno stretti, e chiede controlli sull’immigrazione.
Non sono molti i punti in comune tra Syriza e Aneksartitoi Ellines. Resta allora da vedere se il solo collante dell’avversione all’Ue dei banchieri e dell’austerità basterà per governare i greci.