RenziTsipraslL’offensiva diplomatica di Alexis Tsipras e del suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis punta su Roma. Il neo premier greco, che giunge da Cipro, prima tappa del suo tour europeo, arriva per spiegare al presidente del Consiglio Matteo Renzi le proposte greche per superare l’impasse tra Atene e i suoi creditori internazionali sull’esplosivo tema del debito ellenico. Sperando di trovare una sponda nel premier italiano, con il quale condivide una ricetta europea più rivolta allo sviluppo che all’austerità.
Da quando è entrato a palazzo Maximos (l’ufficio del premier greco) martedì scorso, Tsipras – partito subito con l’abolizione delle privatizzazioni, l’aumento del salario minimo e la riassunzione di statali licenziati – non ha avuto vita facile, tra alternanti segnali di comprensione e di chiusura dall’Europa e dalle capitali del continente verso la sua campagna per il taglio del debito e la fine dell’austerità. Stamane, Renzi ha spiegato ai microfoni di Rtl che sulla Grecia “serve serietà, prudenza e responsabilità”, sostenendo che “l’euro si sta mettendo sulla strada giusta ma bisogna andare più veloci” nella via della flessibilità. “E’ fondamentale dare un messaggio chiaro – ha aggiunto il premier – noi abbiamo detto che vogliamo cambiare la politica economica in Europa e non per la Grecia. Siamo in prima linea e son contento che in tanti stanno arrivando”. E il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi ha aggiunto, intervistato dall’agenzia greca Ana-Mpa, che l’Italia “è uno dei creditori della Grecia, ma vuole adottare una posizione logica e non strangolare il proprio debitore”. Roma, ha sottolineato, è pronto “ad ascoltare con interesse e sincerità le richieste e le proposte del governo greco”. “Credo che Tsipras abbia bisogno di alleati in Europa e che Renzi abbia l’occasione per trovare un alleato serio dal punto di vista della contestazione dell’egemonia della signora Merkel”, ha osservato il leader di Sel, Nichi Vendola, alla vigilia dell’incontro di Roma. Mentre Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre hanno scritto una lettera aperta al premier per chiedere che Tsipras “non sia lasciato solo, né sul debito né sulla riforma dell’euro”. Ma non tutti ovviamente sono così dialoganti, a cominciare – come sempre – dalla Germania, per la quale una riforma della troika o un cambiamento del meccanismo di valutazione dei programmi di salvataggio “non è in programma”, ha avvertito il portavoce di Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble rispondendo a una domanda sulle richieste di Atene. Il meccanismo di controllo, sottolinea Berlino, non può essere cambiato “da una sola parte”. E per una fonte del governo di Berlino Angela Merkel e Matteo Renzi – che ieri si sono sentiti al telefono – sono “uniti” nei confronti di Atene. Entrambi sarebbero del parere di “aspettare di capire quali saranno le proposte del nuovo governo greco”.
Sempre da Berlino, trapela la notizia che la cancelliera non vorrebbe avere un faccia a faccia con Tsipras prima del vertice europeo del 12 febbraio. Un’indiscrezione poi corretta da una nota che definisce Tsipras “benvenuto” a Berlino, ma che precisa che ancora non c’è una richiesta di incontro.
Ma se la Germania resta fredda, Bruxelles ricorda che Jean Claude Juncker ha già detto che la troika non ha futuro e che pensa ad un meccanismo di controllo parlamentare sugli accordi.