QUIRINALEIn arrivo la sòla per Berlusconi, come l’ha chiamata a suo tempo Augusto Minzolini.
Il Pd voterà scheda bianca alle prime tre votazioni. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi all’assemblea dei deputati alla Camera indicando il metodo per eleggere il capo dello Stato. Ancora: non offriamo una terna di nomima una proposta secca, tutti hanno il diritto di dire e discutere sui nomi perché “il presidente della Repubblica si elegge con tutti quelli che ci stanno e non contro qualcuno”. Quindi, ha chiarito il premier “Berlusconi è soltanto una delle parti in causa, non è il dominus della scena”.
Il Cavaliere è servito. Il Pd voterà scheda bianche nelle prime tre votazioni ed eleggerà il suo candidato alla quarta o in quelle immediatamente successive quando avrà voti sufficienti per fare da solo.
Per Matteo Renzi la partita per il Quirinale si incrocia a doppio filo con quella del restyling del suo governo. Non solo per “ricompensare” in qualche modo chi lo aiuterà a far salire al Colle il suo presidente in pectore, ma soprattutto per togliersi dai piedi quei ministri il cui operato è a suo dire “insoddisfacente”. Nella lista nera ci sarebbe il ministro all’Istruzione Stefania Giannini. Raccontano i ben informati che non c’è riunione di governo in cui Renzi non le rinfacci i sondaggi da zero virgola di Scelta Civica. Al suo posto, prima che venga presentata la riforma della scuola, ci dovrebbe essere un esponente del Pd.
Altro dicastero che balla è quello degli Affari Regionali e delle Autonomie. Il premier ha assicurato al governatore della Calabria “un forte sostegno” e questo sostegno sarebbe proprio il ministro Maria Carmela Lanzetta che dovrebbe entrare nella giunta di Mario Oliverio.