ISIS-LIBIA-EUROPA

Mentre chiude la nostra ambasciata a Tripoli e rientrano i pochi italini rimasti la voce arrogante dell’Isis si fa nuovamete sentire. 
Nelle scorse ore i jihadisti dell’Isis hanno preso il controllo di alcune aree costiere della Libia, puntando a prendere il controllo dell’intero paese ormai completamente fuori controllo, una polveriera. A poche centinaia di chilometri da noi. E i fanatici del califfato hanno iniziato a sparare alto contro l’Italia. Poche ore fa, uno dei militanti spiegava sui social network come di fatto il nostro Paese si trovi ora a portata di missile. “Colpiamoli con uno scud” era l’incitamento ai compagni. Capirai…la Libia è zeppa di armi lasciate lì e finite in chissà che mani quando il regime del colonnello Gheddafi è stato fatto crollare. Poi nel mirino è finito il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, definito “un crociato”. E di conseguenza il nostro Paese, a questo punto ufficialmente 
indicato tra quelli nemici. Oggi un altro intervento : “Prima ci avete visto sulle colline della Siria, ora siamo a sud di Roma. In Libia”. Tradotto: “Stiamo arrivando”
Il messaggio è stato divulgato insieme al video, girato in Libia, che mostra la decapitazione di 21 cittadini egiziani di religione copta.
In proposito l’Egitto ha annunciato di aver bombardato obiettivi dello Stato Islamico (Is) in Libia dopo che il gruppo jihadista aveva diffuso il video della decapitazione di 21 copti egiziani rapiti a Sirte tra dicembre e gennaio. A darne notizia è l’emittente di stato egiziana, spiegando che i raid compiuti all’alba dall’aviazione del Cairo hanno colpito campi di addestramento e siti di stoccaggio delle armi. In precedenza il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva detto che l’Egitto aveva il ”diritto di rispondere” contro l’Is.
Intanto nel porto di Augusta (Siracusa) c’è stato  lo sbarco degli italiani evacuati dalla Libia a bordo di un catamarano maltese. Tre autobus delle forze armate saranno utilizzati per trasferire gli italiani in un’altra struttura militare: saranno condotti nella base di Sigonella e poi trasferiti in un aeroporto militare, probabilmente Ciampino (Roma), con un velivolo dell’aeronautica. 
Il vero problema, però, è rappresentato dagli sbarchi di clandestini e dall’aiuto che Italia e Europa continuano a dare ai profughi o presunti tali che a migliaia al giorno si affacciano sulle nostre coste. E’ chiato che tra loro ci sono anche terroristi. E in questo contesto ha facile gioco l’Isis ad annunciare di essere in prossimità di Roma.  Siamo noi italiani che aiutiamo i gierriglieri islamici a entrare nel nostro Paese a bordo delle unità della nostra Marina.