webUn motore di ricerca che riesce a scandagliare il ‘dark web’, quel 90% di pagine che non vengono trovate da quelli tradizionali, sta già aiutando le agenzie Usa nelle indagini sui traffici di esseri umani. Lo rivela un articolo su Scientific American, secondo cui il software messo a punto dal Darpa, il dipartimento per l’innovazione del ministero della Difesa, con 17 centri di ricerca, chiamato Memex, ha fatto condannare ad esempio un uomo coinvolto nel rapimento di una donna.
Il ‘web profondo’ è formato, spiega la rivista, da dati non strutturati provenienti da dispositivi o sensori, in pagine temporanee che scompaiono prima che i motori di ricerca possano trovarle o da siti accessibili solo attraverso un software chiamato ‘Tor’, che crea un web ‘peer to peer’ tra singoli computer invece che centralizzato in nodi. Secondo una ricerca del Darpa negli ultimi due anni negli Usa sono stati postati 60 milioni di annunci di trafficanti. ”Il web è molto più grande di quanto la gente pensi – spiega alla Cbs uno degli ideatori di Memex, Chris White -. Una cosa che Memex fa ad esempio è analizzare gli annunci sessuali ‘nascosti’ e individuare da dove partono”.