milanlaziocitalia2015CALCIO In uno stadio semivuoto forse l’ultima uscita per Filippo Inzaghi. Vince la Lazio 1-0.
I rossoneri sono fuori dalla coppa Italia: la Lazio in dieci uomini per un tempo riesce a espugnare San Siro grazie a un rigore trasformato da Biglia, volando in semifinale. La squadra di Pioli accede alla semifinale, mentre il Milan sprofonda in una crisi sempre piu’ profonda. Adriano Galliani subisce una dura contestazione e preferisce lasciare la tribuna intorno alla mezz’ora del secondo tempo. Pippo Inzaghi resta comunque sotto esame: il Milan non riesce ad approfittare della superiorita’ numerica ed esce dal torneo che avrebbe regalato il pass per l’Europa. Il presidente Berlusconi lo aveva definito la Champions del Milan. Inzaghi incassa una sorta di fiducia a termine e si gioca le sue ultime carte in campionato.
”Se mi sara’ dato tempo con il lavoro e la serietà torneremo al Milan che è stato”. Nonostante l’eliminazione dalla Coppa Italia, Filippo Inzaghi incassa la conferma della società ”Oggi un amico mi ha ricordato che anche uno come Ferguson per vincere il primo titolo a Manchester ci ha messo sette anni. La conferma della società? A me dispiace aver perso stasera”, ha detto a RaiSport.
Il pubblico comunque diserta San Siro che ospita la Lazio per i quarti di finale di Coppa Italia. Clima surreale nel giorno piu’ difficile per i rossoneri senza Mexes non convocato e colpito dalla punizione del giudice sportivo che gli ha inflitto quattro giornate. Manca El Shaarawy, per lui ancora un infortunio. Sullo sfondo resta Destro e gli ultimi colpi di un malinconico mercato invernale.
L’atmosfera è carica di tensione, i rossoneri scendono in campo con il tridente Cerci, Pazzini e Menez. Si avverte l’assenza di serenita’: tanti i disimpegni sbagliati come quello di Abate all’8′ che involontariamente serve Klose. Il tedesco a tu per tu con Abbiati grazia il Milan. Poco prima Poli in area non era riuscito a consegnare il pallone a Menez, sciupando una buona occasione. Al 15′ ennesimo retropassaggio avventuroso: questa volta e’ bravo Abbiati a salvare su Keita. Il Milan e’ volenteroso e si proietta in avanti con Menez che prova il destro al 18′. Pericolosa la Lazio con Keita che in area si fa anticipare. Si vede Cerci ma il suo tiro e’ respinto da Cana. Alla mezz’ora il Milan potrebbe passare in vantaggio grazie a Menez che da’ a Pazzini il quale aspetta un attimo di troppo, un’esitazione che fa sfumare tutto. Parolo risolve. I rossoneri continuano a spingere e ancora Cerci e’ pericoloso. Bravo Berisha a non farsi sorprendere. Al 37′ episodio decisivo: fallo di mano in area di Albertazzi, Rocchi indica il dischetto. Trasforma Biglia e mette a segno il gol-partita. Il Milan avverte il colpo e cercano di reagire anche se senza troppa lucidita’.
Sono colpevoli nel non riuscire ad approfittare dell’espulsione al 45′ di Cana per doppio giallo. La Lazio si difende: il Milan parte forte nel secondo tempo ma la serata e’ di quelle sfortunate e i biancocelesti potrebbero addirittura raddoppiare in contropiede. Pazzini va a vuoto, non concretizzando l’opportunita’ da titolare che gli concede Inzaghi. I rossoneri si riversano in avanti e offrono il fianco alle belle ripartenze della squadra di Pioli. Keita vola sulla fascia e consegna a Onazi, palla a un inesauribile Klose che non trova la girata vincente. Il Milan vuole recuperare e Abate sfonda sulla destra ma Novaretti trova il tempo giusto per salvare in corner. Al 24′ illusione del gol per i rossoneri: Pazzini segna ma si aggiusta il pallone con la Mano. L’arbitro fischia il fallo. Poco dopo, la Lazio sfiora il raddoppio con Keita che colpisce il palo. Ultima possibilita’ per il Milan e’ nei minuti di recupero: ancora un gol non valido, questa volta firmato da Cerci, colto in fuorigioco. Finisce con la Lazio in festa mentre per il Milan e’ la quarta sconfitta in sei partite: un momento drammatico. Sotto accusa Galliani per la gestione del mercato e per gli ormai celebri ‘parametri zero’. Il club non spende come dovrebbe e manca – secondo i tifosi – qualsiasi forma di programmazione. Inzaghi sembra piu’ un capro espiatorio che il vero colpevole. Per ora resta, non si sa per quanto.