I carabinieri hanno arrestato e posto ai domiciliari, con l’accusa di truffa aggravata, il sindaco di Nardodipace, Romano Loielo, di 43 anni, appuntato della Guardia di finanza in aspettativa da molti anni. Nardodipace, centro di 1.200 abitanti nelle Serre vibonesi, è noto per essere il “comune più povero d’Italia”, i suoi abitanti cioè hanno il reddito pro capite più basso del Paese.
L’operazione ha portato anche all’arresto di altre tre persone mentre altre dodici dovranno presentarsi alla polizia giudiziaria. Tra queste anche la moglie del sindaco, Claudia Ienco, e un assessore comunale, Maurizio Maiolo.
La truffa contestata ai coinvolti ammonta a 100mila euro ed è stata commessa ai danni dell’Unione europea, dello Stato e della Regione Calabria. Secondo l’accusa, gli indagati si sarebbero appropriati di fondi pubblici finalizzati all’organizzazione di corsi di formazione per la creazione di posti di lavoro.