marchibancheSi riduce drasticamente il credito da parte delle banche alle piccole e medie imprese. Negli ultimi 4 anni, da settembre 2010 a maggio 2014, le aziende avrebbero assorbito 97,2 miliardi in più rispetto a quanto è stato loro concesso. A segnalarlo è la Confcommercio in un’analisi sul credito alle imprese realizzata dall’Ufficio studi. Tra il giugno 2011 e il settembre 2014 il credito erogato a imprese e famiglie è sceso del 6,6% complessivamente, ma se per le seconde si tratta di un -1,1%, per le prime la diminuzione è ben più notevole: -8,3%.
Tornando alla situazione delle aziende, in particolare del terziario, emerge che i finanziamenti dal primo trimestre del 2009 al terzo trimestre del 2014 sono scesi di 17,4 punti percentuali, passando dal 22,2% al 4,8%. Un fenomeno che è attribuibile per la metà alla crisi e per l’altra metà al credit crunch. Le condizioni del credito riservate alle micro, piccole e medie imprese ”restano estremamente difficili” osserva Confcommercio.
Dal confronto con gli altri paesi emerge che i tassi reali pagati dalle pmi italiane sono più che doppi rispetto alla Francia. A ottobre 2014 infatti, i tassi reali in Italia erano al 3,3%, all’1,5% in Francia, a 1,9% in Germania. Minore lo stacco con l’Olanda dove si attestavano al 2,7% mentre la Spagna superava il nostro Paese con 4,4%.
Mentre i tassi di interesse sullo scoperto di conto corrente, anche se vanno migliorando, rimangono “molto elevati” per le pmi, rispetto a quelli applicati alle grandi imprese: fino a 4 volte di più. Su uno scoperto fino a 125 mila euro infatti, una pmi paga un tasso di 10,60%, ma si può arrivare anche al 15%. Inoltre più del 60% delle aziende, a fine 2013, hanno registrato un aumento dei costi accessori del credito. Un’impresa oggi paga mediamente il triplo e il quadruplo rispetto una media o grande azienda.