gentiloni paoloChiamale, se vuoi, illazioni. Solo illazioni sarebbero, infatti, per il nostro Ministro degli Esteri le voci del pagamento di un riscatto per liberare le due italiane rapite in Siria. “L’Italia, nella lotta al terrorismo non accetta lezioni da nessuno: siamo in prima fila, da tanti anni, dall’11 settembre e lo ribadiremo alla conferenza internazionale dei principali paesi della coalizioni anti-Isis. Le voci del pagamento di un riscatto sono soltanto illazioni prive di fondamento” ha detto Paolo Gentiloni.
Il ministro, intervenuto alla Camera sulla vicenda, ha raccontato la solita favola dell’Italia che non cede ai ricatti e che non paga riscatti.
Peccato che non gli creda nessuno e che venga smentito da più fonti.
Fonti che parlano del pagamento di una somma di circa 12 milioni di dollatri (10 milioni di euro più o meno). In questo senso si è espresso prima un tweet dei presunti rapitori. Stessa cifra diffonde poco dopo la Tv araba di Dubai al Aan.
La Lega, in particolare, seguita a ruota da Forza Italia ha chiesto che si faccia chiarezza e Matteo Salvini ha commentato: «Se veramente per liberare le due amiche dei siriani il governo avesse pagato un riscatto di 12 milioni sarebbe uno schifo!».
Naturalmente le fonti ufiviali istaliìane smengtisvono. E, del resto, non potrebbero fare altrimenti.
Ma che l’Italia, al pari degli altri Stati europei sia sempre pronta a pagare per il rilascio dei propri connazionali rapiti è una certezza. Secondo una stima fatta recentemente dal New York Times, Al Qaeda e i gruppi affiliati avrebbero incassato negli ultimi cinque anni almeno 125 milioni di dollari, versati in gran parte dai governi europei. I riscatti pagati dalla sola Italia dal 2004 a oggi a vari gruppi combattenti, ammontano a 61 milioni di euro.