marcia-Parigi‘Je suis Charlie, flic, Juif’, ‘Sono Charlie, poliziotto, ebreo’. E’ stato lo slogan di Place de la République a Parigi, gremita per la marcia repubblicana in ricordo delle vittime dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly.
3,7 milioni di persone in tutto il Paese, circa 2 solo a Parigi insieme a 50 capi di Stato e di Governo. Sono questi i numeri di un popolo che unito si oppone alla paura e alla violenza che ha segnato Parigi negli ultimi giorni. Ma anche 2.000 poliziotti e 1.350 militari schierati, cecchini sui tetti, 24 unità della riserva nazionale, 20 squadre della brigata anti crimine della polizia di Parigi, 150 agenti in borghese incaricati della protezione delle alte personalità e della sicurezza generale, perchè non è finita, il rischio è ancora grande, il terrore ancora presente.
Una piazza immensa per commemorare la matita spezzata di Charlie Hebdo e schierarsi in difesa della libertà d’espressione. Questo è stato il corteo contro il terrorismo che ha visto sfilare prima Hollande e Sarkozy, il palestinese Abu Mazen e l’israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente ucraino Petro Poroshenko e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, il re Abdallah II di Giordania con la regina Rania e il premier turco Ahmet Davutoglu, Angela Merkel e Matteo Renzi, David Cameron e Mariano Rajoy. 
Un momento di comunione rotto solo dalla notizia dei servizi segreti americani secondo cui il prossimo bersaglio dei terroristi potrebbe essere il Vaticano. {jcomments on}