isisguerrainformaticaL’Isis combatte anche la cyberguerra. Alcuni specialisti informatici, che si definiscono hacker del Califfato, minacciano attacchi in tutti gli Stati Uniti. L’Fbi sta investigando sull’hackeraggio degli account Twitter dell’Albuquerque Journal e del portale dell’emittente televisiva del Maryland’s WBOC. All’apparenza si tratta di operazioni di “deface”, ossia di modifica delle pagine e del contenuto dei profili social, sui quali sono comparsi l’immagine di un uomo a volto coperto e la scritta I love you Isis. Ma i pirati informatici hanno pubblicato anche un elenco che lascerebbe intendere il furto di dati privati. Il tutto accompagnato da un messaggio minaccioso: “Siamo già qui, nei vostri Pc e nelle vostre case”.
Sulla pagina Facebook del gruppo (poi chiusa) è comparsa anche un’altra minaccia: “Abbiamo tutti i vostri dati personali, sappiamo dove vivete, cosa mangiate e quali malattie avete”. Poi, gli uomini del Cyber Caliphate hanno lasciato intendere di aver violato anche gli archivi dell’Fbi, circostanza su cui il Federal Bureau non ha rilasciato dichiarazioni, pur avendo confermato di aver avviato un’indagine. Al di là dell’episodio, non è certo la prima volta che gli hacker prendono di mira i mezzi di comunicazione (spesso si sono fatti registrare attacchi dell’Electronic Syrian Army e di recente anche la piattaforma di commenti israeliana utilizzata da molti giornali in tutto il mondo è stata hackerata). Ma c’è perplessità sulla capacità di Isis di avviare vere e proprie operazioni di cyber war. Si pensa piuttosto che alcuni gruppi affermino di agire nel nome della jihad ma non abbiano collegati con lo Stato Islamico. Secondo gli esperti però molti affiliati del Califfato sono giovani e cresciuti in Occidente, non è escluso dunque che abbiano la capacità di portare avanti operazioni del genere. Inoltre è ormai chiaro come Isis conosca molto bene il funzionamento dei social media e della rete, usata sia per fare propaganda, sia per reclutare.