CampidoglioPolitici di entrambi gli schieramenti immischiati con boss della malavita. E’ questa la realtà che sta emergendo dall’inchiesta sul malaffare alla Regione Lazio e al Comune di Roma. E mentre Renzi commissaria il Pd capitolino energono particolari sconvolgenti.

Intanto su 14 dei 28 finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla mafia romana, solo uno, l’ex ad di Ama Franco Panzironi, ha risposto alle domande del gip Flavia Costantini, respingendo le accuse e fornendo una versione dei fatti ritenuta dagli inquirenti per niente convincente. Tutti gli altri, a cominciare da Massimo Carminati, ed anche Luca Odevaine, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia.
Interessanti, per gli inquirenti, le intercettazioni telefoniche e ambientali. Da queste, soprattutto, emergerebbe il business degli immigrati e dei rom.
“Noi quest’anno abbiamo chiuso… con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi e gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati, tutti gli altri settori finiscono a zero”, dice Buzzi al telefono con un altro indagato.
Secondo l’ordinanza Buzzi ha gestito tramite di una rete di cooperative “le attività economiche della associazione nei settori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, della accoglienza dei profughi e rifugiati, della manutenzione del verde pubblico e negli altri settori oggetto delle gare pubbliche aggiudicate anche con metodo corruttivo”.
Ma non c’erano solo il Campidoglio, gli enti pubblici e le aziende municipalizzate, ma anche la Regione Lazio. Gli accertamenti della procura di Roma sulla cupola mafiosa sgominata nella capitale puntano ora anche sul livello di infiltrazione dell’organizzazione capeggiata da Massimo Carminati nei palazzi di via della Pisana e di via Cristoforo Colombo. Le indagini, secondo quanto si apprende, prendono esame sia l’attuale amministrazione, sia quella precedente.

Si parla anche di politici nelle intercettazioni. Politici di destra e di sinistra
Luca Gramazio, consigliere regionale Pdl ndagato, è uno dei punti di riferimento nelle chiacchiere della «cupola» di Carminati e Buzzi. I quali si sentono in tasca il controllo dei fondi regionali, tanto da dire di una persona non identificata che «non può fare nulla perché se non fa quello che dimo noi, Luca gli blocca tutto, fatte servi’». Gramazio, insieme al padre Domenico, finisce nelle carte anche per due cene a Roma con Massimo Carminati. Ma anche l’ex sindaco Alemanno finisce nel mirino. Tra l’altro, per due cene che Buzzi asserisce di avergli pagato ben 75mila euro. E nelle carte si parla anche di una claque che il capo della coop «29 giugno» avrebbe spedito al cinema Adriano, su suggerimento di Panzironi, per supportare il ritorno in politica dell’ex primo cittadino.
C’è poi la storia di Giovanni Quarzo, consigliere comunale di Fi, che per conquistare la presidenza della commissione Trasparenza, intercettato, propone a Fabrizio Testa una operazione «politicamente spregiudicata ma molto efficace». «Andiamo in due al Gruppo misto, cambiamo Cosimo Dinoi come capogruppo, il nuovo capogruppo Trasparenza, e poi dopo una settimana ce ne riandiamo di nuovo al Pdl». «Perfetto», commenta Testa. In effetti Quarzo farà il rapido cambio di gruppo ottenendo la presidenza voluta.
Oltre agli indagati in quota Pd – Eugenio Patané, Mirko Coratti, Daniele Ozzimo e Luca Odevaine – nelle intercettazioni saltano fuori riferimenti diretti o indiretti a un gran numero di esponenti del centrosinistra, a cominciare dai vertici locali. C’è Umberto Marroni, spesso citato, c’è il vicesindaco di Roma Luigi Nieri, intercettato indirettamente perché parlava con Buzzi, ma c’è anche il governatore laziale Nicola Zingaretti. Citato in una conversazione tra Claudio Caldarelli della coop di Buzzi e Fabrizio Testa (testa di ponte tra il gruppo e i politici) a proposito di gare sul «verde» al Bioparco. «Se riuscimo a pigliasselo tutto…», dice Caldarelli. «Non hai capito – risponde Testa – a me me dovete da… fino all’ultimo momento me dite è questo, poi lui va da e quelli sono soldi che partono da… ricordati che non passano dal bilancio, cioè… passa sui tetti di Zingaretti».
Quando a ottobre 2013 Carminati chiede a Buzzi se stanno appoggiando qualcuno per le primarie del Pd, il capo della coop «29 giugno» spiega che «stiamo a sostene’ tutti e due…avemo dato centoquaranta voti a Giuntella e 80 a Cosentino», ossia gli attuali presidente e segretario del Pd romano, e aggiunge anche che «Cosentino è proprio amico nostro». Sempre Buzzi, in cerca di «aiuti» per aggiudicarsi la gara per la raccolta Multimateriale, elenca con Coratti tra «i nostri assi nella manica per farci vince la gara» Annamaria Proietti Cesaretti – presidente della commissione Mobilità del Campidoglio, in quota Sel, e «metto in campo anche Cosentino».

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