20141129 84793 ragusa3ll piccolo Loris Stival avrebbe subito violenza sessuale. È quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia eseguita dal medico legale Giuseppe Iuvara sul corpo del bimbo di otto anni, trovato morto due giorni fa a Santa Croce Camerina. Il cadavere era in un canalone in cemento che scorre accanto al Mulino Vecchio. Il dato finale non è arrivato perchè il medico legale non ha ancora concluso l’esame, cominciato oggi e che proseguirà domani.

Una inchiesta senza indagati, fa sapere la procura, anche se in la polizia ha sequestrato l’auto di Orazio Fidone, il cacciatore che ieri ha trovato il corpo di Loris. Un sequestro dovuto al fatto, dicono fonti investigative, «che l’auto del cacciatore era in zona e tutta l’area del ritrovamento è sotto sequestro». Lo stesso Fidone spiega in serata di trovarsi in questura, a Ragusa, «per collaborare alle indagini. Per questo ho messo la mia auto a disposizione degli investigatori. La mia intenzione è di chiarire tutto nel più breve tempo possibile». E aggiunge: «ho cercato il bambino in quel posto perchè pensavo che era
una zona dove nessuno sarebbe andato. La mia disponibilità a collaborare è massima». La figlia dell’uomo è infastidita dalla presenza dei cronisti che lo cercano a casa: «lasciateci in pace, non rilasciamo dichiarazioni. Mio padre non è in casa, è andato in questura solo per completare una sua dichiarazione».
Il decesso sarebbe avvenuto nella tarda mattinata: il rigor mortis registrato dai medici del 118 attestava il fine vità da diverse ore. E a procurare la morte potrebbe essere stato un volo di circa tre metri. Tutto sembra ricondurre al canalone e alla tarda mattinata. A questo riguardo l’autopsia, oltre a confermare l’ecchimosi sulla fronte già risultata ieri, e sulla cui natura non ci sono al momento certezze, avrebbe evidenziato alcuni graffi: non si sa, però, se procurati da qualcuno o dovuti alla caduta. Informata del segno sul volto, la madre di Loris avrebbe esclamato: «Chi ci ficiru o picciriddu» (che gli hanno fatto al bambino). Aggiungendo: «Fatemi vedere mio figlio, voglio vederlo al più presto».
Che il bambino possa essere arrivato al Mulino Vecchio da solo lo escludono tutti. «Era diffidente – ricostruisce la sorella nella nonna paterna – non si fidava degli estranei, non parlava con chi non conosceva perchè era molto introverso ma anche molto ma molto intelligente». Accanto al luogo del ritrovamento ai cronisti la donna rivela i suoi «tanti, tanti dubbi». «Un bimbo di otto anni non può fare – spiega – tutta questa strada da solo». E se non avesse accetto un passaggio da uno sconosciuto il pensiero va ad una persona frequentata: «Il dubbio c’è – afferma – è normale, non ne abbiamo la certezza ma il dubbio c’è. E c’è anche la speranza che presto la magistratura, polizia e carabinieri risolvano il caso».
La famiglia non parla. Chiusa nel suo dolore. La madre ha trascorso la notte dopo il ritrovamento nell’obitorio dell’ospedale di Ragusa piangendo e urlando. In lacrime è arrivata e andata via, sorretta da suo marito, dal luogo dove su figlio è stato trovato morto.

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