tavonwhiteLa vita da detenuto di Tavon White, condannato a vent’anni per tentato omicidio, che ora sta scontando in un centro di detenzione a Baltimora in Maryland, era molto movimentata dietro le sbarre. Sesso, droga, cellulari e riciclo di denaro.

Durante i festini, White ha messo incinta quattro guardie, di cui una due volte. White era a capo della Black Guerrilla Family, una gang che operava tra le mura del carcere con l’aiuto appunto delle ‘secondine’ complici. L’attività criminale dalla cella comprendeva il contrabbando di droga e telefoni cellulari. E i telefonini erano indispensabili per portare avanti il ‘business’ con il mondo esterno, o magari con altre prigioni. Il tutto sotto la ‘supervisione’ di un gruppo di guardie corrotte che favoriva la gang facendo entrare in segreto la merce nel penitenziario.

Ma la pacchia sembra essere finita. White è ora un testimone chiave nell’ambito di un caso federale che vede coinvolti decine fra detenuti e guardie del penitenziario, in quello che è stato definito lo ‘upside down world’ (mondo sottosopra), in cui sono appunto le guardie a prendere ordini dai detenuti. White è il primo degli incriminati a essersi dichiarato colpevole. Rischia fino a un massimo di venti anni. Lo scandalo della prigione di Baltimora ha intanto portato all’approvazione di leggi che rafforzano le misure di sicurezza nelle carceri. E facilitano il siluramento di guardie che introducano cellulari, carica-batterie, alcol e droga. {jcomments on}