30020euroE’ stata sgoninata una banda di falsari ritenuta responsabile di circa il 90% degli euro falsi circolanti nel mondo: sono i componenti del cosiddetto “Napoli Group”, sigla che include varie organizzazioni campane.

I componenti della banda di falsari erano in contatto con esponenti della criminalità organizzata di vari Paesi europei, cui davano lezioni di contraffazione spostandosi da un Paese all’altro. Le banconote venivano spese non solo in Europa, ma anche in Paesi africani come Algeria, Tunisia e Senegal. Eseguiti oggi 29 provvedimenti di custodia in carcere, 10 ai domiciliari, 12 provvedimenti di divieto di dimora e 5 di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Il “Napoli Group”, molto temuto dalla Bce, era costituito da undici associazioni a delinquere ciascuna delle quali specializzata in un compito: dallo stoccaggio al trasporto alla spendita al minuto delle banconote. Nel corso dell’operazione sono state scoperte una stamperia ad Arzano (Napoli) e una zecca a Gallicano (Roma). La banda, ha spiegato il comandante del Nucleo falsificazione colonnello Ferace, ha osato addirittura stampare una banconota da , taglio che non esiste: banconota poi spacciata in Germania.
Dalle indagini sul “Napoli Group” dei falsari, ha spiegato il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo, non sono emersi elementi che riconducano l’attività a clan camorristici, anche se in un primo momento questa possibilità era stata ipotizzata. La competenza a occuparsi del reato di associazione a delinquere finalizzata alla produzione e alla spendita di banconote false dovrebbe comunque essere delle Direzioni distrettuali antimafia: è l’opinione dello stesso Colangelo, e del pm della Dna Maria Vittoria De Simone. Secondo i magistrati, che hanno sollecitato agli organi legislativi la modifica della norma attuale, ciò consentirebbe di rendere le inchieste sui falsari più efficaci e meglio coordinate.

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