Due bande di Latinos, formate in gran parte da minorenni, si sono affrontate e scontrate in una discoteca di Genova. Una volta usciti all’esterno, si sono fronteggiati armati di coltelli, bastoni e bottiglie rotte. Diversi feriti, tra cui una ragazza con la mandibola fratturata per un colpo di bottiglia in pieno viso, e un morto, un 20enne ecuadoriano, Pablo Francisco Macias Trivino, ucciso con una coltellata alla gola. I compagni hanno riconosciuto l’assassino in un coetaneo e connazionale della fazione avversaria che è stato subito rintracciato e portato in caserma dai Carabinieri. Dopo i primi tentativi di negare l’accaduto, ha confessato: “Sì, l’ho ammazzato io per vendicare un amico”. Il coltello usato per sgozzare Pablo ha detto di averlo “buttato nel fiume”. Una confessione in piena regola che è stata sufficiente al pm per contestargli l’omicidio e il tentato omicidio aggravati dai futili motivi. {jcomments on}