OliverioBonacciniNella roccaforte dell’Emilia Romagna il Pd impone il suo candidato ma va alle urne appena il 37,67 degli aventi diritto. Epocale successo della Lega Nord che schiaccia Forza Italia e 5Stelle.

Non si può essere soddisfatti di una partecipazione così bassa”.dice Stefano Bonaccini , neo-presidente dell’Emilia-Romagna, alla luce della partecipazione abbondantemente sotto il 40%. “Sapevamo da un lato che avremmo pagato ‘inchiesta, ma dall’altro c’è un pezzo di Pd che ha voluto dare un segnale restando a casa senza cercare un’alternativa a sinistra”, dice Bonaccini, appena arrivato in Regione. Secondo Bonaccini “bisogna leggere lucidamente questo voto, il distacco da Fabbri rimane attorno ai 20 punti, non è questo in discussione. Abbiamo cinque anni per dimostrare di fare bene. Bisogna portare un grande cambiamento”.
Il risultato alle regionali dell’Emilia-Romagna “sta tributando alla Lega Nord un epocale successo”. Così, sulla sua pagina Facebook, il candidato del Carroccio alla guida di viale Aldo Moro, mentre segue gli scrutini con il suo team. Ora Matteo Salvini può lanciare davvero l’Opa sul centrodestra. Il boom della Lega nord in Emilia-Romagna proietta la Lega “in maniera molto forte a livello nazionale”, aggiunge ai microfoni. “Salvini è molto contento”, conferma Fabbri, che ha sentito il suo leader al telefono. E dal quale però ci tiene ad emanciparsi. “

Migliore la percentuale dei votanti in Calabria dove si è recato alle urne il 44,07% degli elettori contro il 59,78% delle precedenti regionali del 2010 e del 64,4% del 2005 (ma nelle precedenti elezioni si votava domenica e lunedì).
Anche in Calabria la poltrona di presidente è andata al candidato del centrosinistra Mario Oliverio che ha ottenuto il 61,50% dei consensi. Seconda Wanda Ferro, presidente uscente della provincia di Catanzaro e candidata del centrodestro, si è fermata al 23,52%, mentre Nico D’Ascola dell’Ncd ha ottenuto al 9,20%. Il candidato grillino Cono Cantelmi è arrivato al 4,49% e Domenico Gattuso (L’altra Calabria) all’1,39%.

Nonostante il basso dato dei votanti, il premier Matteo Renzi vede comunque il bicchiere mezzo pieno. “Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto”, scrive il segretario del Pd su Twitter, ricordando le “4 regioni su 4 strappate alla destra in 9 mesi”. La Lega “asfalta forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40%”.

A esultare, però, è soprattutto Matteo Salvini, che ha visto la Lega crescere clamorosamente in Emilia Romagna. Il Carroccio ha quasi doppiato Forza Italia, diventato così il quarto partito dopo il Movimento 5 Stelle, come ci tiene a sottolineare Alan Fabbri. “Oggi, il M5s non rappresenta più un cambiamento. Il volto nuovo della politica italiana è la Lega Nord. Prendere più del 20% nella maggior parte dei seggi emiliani è un dato politico entusiasmante. Faremo sentire la nostra voce su tutti i temi più importanti”.

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