calo-consumiA inizio 2014 sale la quota di italiani soddisfatti della propria situazione economica rispetto all’anno precedente. La percentuale di persone di 14anni e oltre molto o abbastanza soddisfatte è al 43,4% (era al 40,1% nel 2013). Ma oltre la metà degli italiani resta nell’area dei poco o per niente soddisfatti (54,6%). Lo rileva l’Istat.
Comunque dei piccoli passi avanti sono stati fatti, l’area dei molto o abbastanza soddisfatti si riporta ai livelli del 2012, mentre scende la fetta degli scontenti su tutta la linea (i per niente soddisfatti passano dal 18,7% al 16,6%).

“Il giudizio delle famiglie sul livello di adeguatezza delle loro risorse economiche è speculare a quello della valutazione sulla propria situazione economica”, spiega sempre l’Istat che rispetto all’anno precedente vede “stabile sia la quota di famiglie che ritiene tali risorse ottime sia la quota di famiglie che le giudica assolutamente insufficienti”. Comunque l’Istituto rileva “un aumento significativo della percentuale di famiglie che giudicano tali risorse adeguate (dal 48,6% al 52,5%) e una diminuzione altrettanto significativa della quota di famiglie che le ritiene scarse (dal 42,3% al 39,2%)”.
E’ pari a 6,8 il voto che gli italiani danno alle loro condizioni di vita nel 2014. Rispetto al 2013, ma anche all’anno precedente, la pagella non cambia. E’ quanto fa sapere l’Istat, diffondendo il punteggio medio attribuito dalla popolazione di 14 anni e oltre alla soddisfazione per la vita nel complesso. Il giudizio sembra così stabilizzarsi dopo la discesa degli anni passati (nel 2010 era pari al 7,2). Tornando al 2014 è il Nord il più ‘felice’ (7,0) mentre il Mezzogiorno resta sotto la media nazionale (6,5).
L’auto non dà pace agli italiani: la prova arriva dal monitoraggio Istat sul rapporto tra italiani e loro quartiere. Infatti nel 2014 i problemi maggiormente sentiti dalle famiglie nella zona in cui vivono sono: il traffico (36,9%) e la difficoltà di parcheggio (35,2%). Seguono l’inquinamento dell’aria (34,4%), la difficoltà di collegamento con mezzi pubblici (30,7%), il rumore (30,6%), il rischio di criminalità (30,0%), la sporcizia nelle strade (28,6%) e la qualità dell’acqua di rubinetto (28,0%).
Il fatturato dell’industria italiana a settembre registra un calo del 2,2% rispetto a settembre 2013. E’ quanto risulta dai dati dell’Istat riferiti al dato destagionalizzato corretto per gli effetti di calendario. Rispetto ad agosto il fatturato, al netto della stagionalità, registra una diminuzione dello 0,4% con un incremento dello 0,1% sul mercato interno e un calo dell’1,4% su quello estero.
Giù anche gli ordinativi dell’industria italiana che hanno subito a settembre una flessione congiunturale dell’1,5%, con diminuzioni sia sul mercato estero (-2,0%), sia su quello interno (-1,2%). Nel confronto con il mese di settembre 2013, l’indice grezzo degli ordinativi segna un calo dello 0,4%.
L’estero si trasforma da ancora di salvezza in zavorra, almeno guardando ai dati congiunturali dell’Istat su fatturato e ordinativi dell’industria a settembre. Il calo delle vendite su agosto (-0,4%) deriva da un +0,1% sul mercato interno, più che divorato da un -1,4% registrato fuori confine. Lo stesso vale per le commesse, la flessione complessiva (-1,5%) è la conseguenza di cali su entrambi i fronti ma anche in questo caso il dato peggiore viene dall’estero (-2,0% contro -1,2% del mercato italiano).

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