“Annullamento senza rinvio della condanna a Stephan Schmidheiny perché tutt i reati sono prescritti”. E’ quel che ha chiesto a sorpresa il procuratore generale di Cassazione, Francesco Mauro Iacoviello, nell’udienza del maxi processo Eternit che si è aperta questa mattina davanti alla prima sezione penale della Cassazione presieduta da Arturo Cortese. Nell’aula magna di piazza Cavour a Roma sono presenti anche tantissimi familiari delle vittime di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Figli e anche nipoti di operai o semplici cittadini che sono morti di mesotelioma pleurico, il tumore provocato dall’inalazione di polveri d’amianto, nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale elvetico-belga. Il pg ha chiesto ai giudici questa mattina di dichiarare la prescrizione dei reati contestati al magnate svizzero Stephan Schmidheiny, annullando senza rinvio la sentenza emessa il 3 giugno 2013 dalla Corte d’appello di Torino, che aveva condannato l’imputato a 18 anni di reclusione.