Marinocontestato“Buffone, pagliaccio, hai rovinato Roma!”. Ignazio Marino si prende gli insulti degli abitanti di Tor Sapienza in rivolta da giorni contro gli immigrati, e aspettavano il sindaco al varco. Lui promette ‘basta degrado, senza rinunciare all’accoglienza’, ma la folla lo accompagna nel giro a piedi del quartiere tra urla e tensione. Anche il Pd romano attacca Marino, con il quale aumenta la distanza.

 

Anzi diventa una frattura che Tor Sapienza ha reso forse insanabile. In serata arriva poi la strigliata del ministro dell’Interno Angelino Alfano: “i sindaci stiano più attenti, perché non si possono mandare decine e decine di migranti dove già ci sono i rom”. Una giornata dura per il sindaco chirurgo, che oggi appare un uomo solo. Un giorno iniziato con 14 rifugiati minorenni che cercano di tornare nel centro di prima accoglienza di Tor Sapienza, dal quale erano stati allontanati per motivi di sicurezza, e poi vengono portati in altre strutture. Tra il “via tutti” dei residenti ormai rabbiosi con chiunque. In mattinata nel quartiere arriva l’europarlamentare leghista Mario Borghezio, già nelle periferie romane per l’ultima campagna elettorale, ma il clima è ostile anche per lui e deve rinunciare a un giro della zona.

“E Marino dov’è?”, si chiede Borghezio. Il sindaco dopo le titubanze degli ultimi giorni e una pausa londinese ieri mentre infuriava la violenza in periferia e il caso multe in Consiglio, decide di andare nel pomeriggio. E la contestazione arriva, prevedibile. “Vattene, ci hai rovinato”, urlano alcuni. “Vergognati, fatti un giro sui mezzi pubblici, guarda il degrado della città”, gridano altri. Scortato a piedi dalle forze dell’ordine e accompagnato dal vicesindaco di Sel, Luigi Nieri, Marino appare disorientato e si chiude per una mezz’ora nel bar dove ieri è stato negato un caffè a due immigrati. Ennesimo episodio di intolleranza ed esasperazione. Il sindaco chirurgo parla con una delegazione del quartiere e all’uscita dichiara che il degrado di Tor Sapienza sarà affrontato, ma senza rinunciare all’ospitalità. “L’accoglienza è una cosa, la violenza e il disagio un’altra”, dice. E ancora: “Ho parlato con i cittadini e gli ho proposto di ospitare nel centro non più immigrati ma donne e bimbi in difficoltà”. Marino ricorda l’apertura domenica scorsa della metro C, “un’opera per le periferie, il maggiore investimento negli ultimi 15 anni in Italia”.

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