berlusconi-renziE’ frizione sul nuovo Italicum elaborato dal vertice di maggioranza di ieri sera. Matteo Renzi ha rinnovato il patto di governo con orizzonte 2018. Il premier ha incassato dagli alleati un impegno scritto sui temi caldi al centro dell’agenda e concesso ai piccoli partiti un’apertura sulla soglia di sbarramento nell’Italicum, abbassando l’asticella fino al 3%.

Una percentuale ben al di sotto dell’8% chiesto da Silvio Berlusconi e del 5% proposto inizialmente dal premier come mediazione. Scelta che aumenta la pressione sul Cavaliere e concretizzato, con un passo che suona come una sfida, il proposito di Renzi di andare avanti “anche da soli”, con le forze di maggioranza, se Forza Italia non ci starà.
Berlusconi, dal canto suo, fa sapere che non è accettabile alcun diktat. Il confronto deve andare avanti con l’obiettivo di favorire la governabilità del Paese, dice Silvio Berlusconi incontrando il comitato di presidenza di Forza Italia a palazzo Grazioli proprio in merito alla legge elettorale. “Le nostre posizioni a favore di un chiaro bipolarismo sono note, così come sono note le nostre proposte su ognuno dei punti tuttora aperti – afferma il leader di Fi -. Se alcune modifiche prospettate nelle ultime ore dalla maggioranza dovessero effettivamente concretizzarsi si porrebbe a rischio la semplificazione del sistema politico e la effettiva governabilità del Paese, modificando unilateralmente lo spirito e l’essenza degli accordi intercorsi. Alla luce di ciò, confermiamo la nostra volontà di collaborare alla scrittura della legge elettorale e delle riforme istituzionali, ma ovviamente senza subire diktat o imposizioni di alcun tipo”. Parole che giungono al termine di un incontro in cui è stata sancita anche la ritrovata unità con Raffaele Fitto per il rilancio del partito.

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