RenziUeLa procura della Repubblica di Firenze, seguendo il solco già tracciato dalla Corte dei Conti della Toscana, ha aperto un’inchiesta sulle procedure che portarono alla pedonalizzazione completa di piazza del Duomo.

La magistratura contabile starebbe da tempo indagando per danno erariale, mentre la procura di Firenze ipotizzerebbe il reato di abuso d’ufficio. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, ma adesso si capisce cosa siano andati a fare gli uomini della Finanza la scorsa settimana in Comune, in particolare negli uffici della Direzione mobilità e nuove infrastrutture.
Da Palazzo Vecchio, in quelle ore, si era minimizzato cercando di non dare importanza a quella che comunque rischia di essere un’inchiesta delicatissima, dato che va a toccare direttamente Matteo Renzi. La cautela, negli uffici giudiziari di Novoli, è massima. Nessuno parla, nessuno conferma né smentisce. Da pochissimi spifferi salta però fuori che al centro dell’indagine ci sono i tempi e i modi con cui la pedonalizzazione del Duomo venne decisa «d’imperio» dall’allora sindaco Renzi che la annunciò nel settembre 2009 in consiglio comunale per farla partire il 25 ottobre successivo.
Il messaggio fu chiarissimo: fate alla svelta ma fate. Destinatari dell’ordine di servizio erano principalmente la Firenze Parcheggi e la Sas, cui spettava di organizzare l’intero sistema della pedonalizzazione del cuore del centro. Una tempistica veloce, forse troppo veloce per le paludate procedure dei contratti pubblici. Fu per quello che il Comune varò un’ordinanza di somma urgenza per bypassare le procedure e dare alle due società la possibilità di fare il tutto nei tempi annunciati coram populi da Renzi. Fu così che la Firenze Parcheggi e la Sas poterono esternalizzare alcuni servizi e alcuni lavori per arrivare in tempo alla scadenza fatidica del 25 ottobre. Ed è questo che contestano la magistratura contabile e quella ordinaria: le due società non avrebbero potuto esternalizzare alcunché perché quell’ordinanza non aveva titolo per essere emessa. Per questo la Corte dei Conti indaga per danno erariale (cioè il pubblico ha pagato il privato quando non avrebbe potuto e dovuto farlo), per questo la procura della Repubblica indaga per abuso d’ufficio.
La Finanza, nel massimo riserbo, sarebbe andata a cercare proprio questo: i carteggi fra Comune, Firenze Parcheggi e Sas sulla tempistica dei lavori della pedonalizzazione di piazza Duomo e sull’ordine, partito da Palazzo Vecchio, di adempiere a qualunque costo alla scadenza del 25 ottobre. Due magistrature stanno indagando in parallelo per capire se reato c’è stato e, se sì, quale ruolo abbia avuto in tutto questo l’allora sindaco Matteo Renzi.

{jcomments on}