renzi-napolitano-quirinaleAlla fine il Presidente perse la pazienza. E di fronte all’nnesima rosa di ragazzine che il premier ha proposto per l’incarico di ministro degli Esteri è sbottato. Il ruolo è particolarmente delicato e a ricoprirlo deve essere una personalità di provata capacità. Quiindi questo deve essere il criterio di scelta, non il sesso nè l’età.

Sì perchè Rnzi si è presentato nello studio del Quirinale con quella che viene definita la «narrazione della parità di genere» e, in subordine, «dell’età anagrafica» del futuro ministro. Traduzione: donna e possibilmente giovane, come è del resto il brand della squadra renziana. I nomi: la vicepresidente della Camera Marina Sereni (Pd) con un passato da responsabile esteri del partito; il direttore del personale della Farnesina Elisabetta Belloni e la giovane (32 anni) deputata del Pd Lia Quartapelle.
La risposta di Napolitano non è stato un no secco. Ma il presidente, che aveva ormai fatto la bocca alla nomina dell’attuale viceministro Lapo Pistelli profondo conoscitore dei più importanti dossier internazionali, ha smontato la rosa proposta dal premier. Ha fatto presente che un ministro degli Esteri, vista la delicatezza e l’importanza dell’incarico, deve avere un’indiscussa competenza, un profondo senso politico e forte personalità, autorevolezza e capacità negoziale per potersi destreggiare negli incontri bilaterali con gli altri ministri degli Esteri. In soldoni: la Farnesina è una cosa seria e me ne infischio delle quote rosa, serve un politico esperto e competente, nomina perciò Pistelli così come avevi lasciato intendere. E per carità niente tecnici, il ruolo del ministro degli Esteri non può essere svuotato e non si può rinunciare alla distinzione di ruoli tra diplomatici e politici. Il precedente di Giulio Terzi con Mario Monti insegna. Raccontano che Renzi non si sia detto d’accordo. Che abbia chiesto un supplemento di riflessione. Fanno sapere che a questo punto Napolitano abbia proposto una soluzione: Pistelli ministro e Lia Quartapelle vice. E, se proprio tieni così tanto alle quote rosa, nomina una ministra alle Pari opportunità (delega che il premier ha finora tenuto per sé).
Un altro nome suggerito dal Capo dello Stato sarebbe quello di Marta Dassù, ex viceministro del governo di Enrico Letta e attualmente nel Cda di Finmeccanica.
Staremo a vedere come andrà a finire.

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