YouTube sta lavorando a un modello di abbonamento a pagamento per i suoi video: una mossa che rappresenterebbe una importante svolta rispetto all’approccio usato finora, in base al quale i video sono gratuiti e i ricavi derivano essenzialmente dalla pubblicità.

Ma la pubblicità scarseggia e allora si punta ad altri elementi di ricavo.
Del resto la strada dei contenuti a pagamento è già stata imboccata da importanti giornali. In Italia sono a pagamento i siti de La Stampa, buona parte del messaggero e, da dicembre,l o sarà il Corriere della Sera.
Si tratta però di vedere come i cambiamengti saranno accolti da pubblico. Perchè un conto sono qualificate notizie, altra roba video amatoriali anche divertenti ma dei quali, probabilmente, si può anche fare a meno.
YouTube è sttao acquistato da Google per 1,65 miliardi di dollari nel 2006. Con l’abbonamento si potrebbe accedere ai video senza pubblicità.
Intanto su YouTube è arrivato un pronunciamento della Corte di Giustizia europea. I magistrati hanno stabilito che inglobare video prelevati dal web nel proprio sito anche senza un esplicito consenso del proprietario non costituisce una violazione del copyright. L’operazione è lecita se non si modificano i video o se non si amplia la platea che può vederli. Nel caso discusso, riporta il sito Torrentfreak, il video era stato messo dagli autori su Youtube, quindi il ‘trasporto’ su un sito privato non ne modificava la disponibilità.
Il caso riguardava un’azienda tedesca produttrice di filtri per l’acqua, che aveva citato in giudizio due venditori di una ditta concorrente che avevano postato sulla loro pagina personale un video che a sua volta l’azienda aveva messo su Youtube. ”Per gli utilizzatori – scrive il sito – questo implica che sono protetti se inglobano video o immagini protetti da copyright sulla propria pagina, anche nel caso in cui la fonte a sua volta non rispetti il diritto d’autore”.

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