carabinieriComoC’è anche un consigliere comunale del partito di Renzi tra le 13 persone finite in manette questa mattina nel corso di un’operazione della Dda di Milano che ha copinmvolto Lombardia e Calabria. Si tratta di Luigi Addisi, 55 anni, consigliere comunale del Pd a Rho.

Lui, sposato con la nipote di Pantaleone Mancuso, boss di Limbadi, si era dimesso la scorsa primavera. Un’inchiesta che ancora una volta non si avvale di pentiti e soffiate, ma di pedinamenti e microspie piazzate dove i boss non se l’aspettano.

L’inchiesta dalla Procura antimafia milanese condotta insieme con i carabinieri del Ros da Francesca Celle e Paolo Storari, colpisce ancora una volta in base all’articolo 416 bis, per associazione  di tipo mafioso denominata ‘ndrangheta, e investe in pieno la famiglia Galati, radicata nel comune di Cabiate (Como). E ancora una volta è una speculazione edilizia a offrire uno spaccato di vita interna delle cosche. C’è un terreno di Rho, frazione di Lucernate, e i boss fanno arrivare al costruttore Franco Monzini, anche lui arrestato per concorso esterno, 300mila euro, «un mazzettino» in banconote da 500. E sia nel passaggio di denaro sia come copertura politica compare Luigi Addisi. Si spende in consiglio comunale per favorire la cooperativa Quadrifoglio: il terreno diventerà edificabile.

Varie intercettazioni parlano di armi, alcune sono già state sequestrate, e lo stile della cosca è evidente in alcune operazioni messe a segno. Come bruciare l’auto di un
vigile che ha fatto un controllo in strada, pestare un benzinaio che non ha accettato il pagamento bancomat della figlia incinta di un boss, spedire alle direttrice del carcere di Monza una busta con tre proiettili (sequestrata all’ufficio postale dai carabinieri). Per la famiglia Galati un «patrimonio dell’organizzazione» erano un agente della polizia penitenziaria in servizio a San Vittore, un funzionario dell’Agenzia delle entrate, vari esponenti di banche e imprese.

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