Aziende pronte ad offrire lavoro che non trovano cabndicati idonei. Accade in molti settori. Ora anche nell’Information technology. Il 22% delle posizioni disponibili in Italia nell’Ict non trova candidati all’altezza

Le richieste di figure professionali nell’Ict sono sempre più pressanti in Europa. Le previsioni parlano di 500mila posizioni aperte nel 2015, mentre nel 2020 potrebbero esserci, a seconda degli scenari economici, da 730.000 a oltre 1,3 milioni di posti di lavoro vacanti. E in Italia, secondo un recente studio di Modis, il 22% delle posizioni aperte non trova candidati all’altezza. Più della metà dei neoassunti sono residenti al Nord e meno del 20% sono donne. Nel resto d’Europa non va molto meglio, a parte casi in controtendenza come il Belgio. Non solo: la tendenza è quella di un calo degli iscritti alle facoltà tecnologiche.
Idc stima che entro il 2015 un buon livello di competenze digitali sarà richiesto per la quasi totalità delle posizioni di management, mentre la Commissione europea calcola che ci siano attualmente 900 mila posti di lavoro che non vengono occupati perché mancano le competenze digitali.
Di questo paradosso si ragionerà il 30 ottobre all’evento conclusivo della campagna europea eSkills for Jobs 2014 – Making a career with Digital Technologies, il secondo evento di livello europeo sul tema dopo quello del 6 maggio ad Atene. In Italia è il terzo momento di confronto su questi argomenti,  dopo l’evento di kick-off a Palazzo Chigi il 5 marzo e la giornata di lavoro del 9  luglio in occasione di DigitalVenice.

{jcomments on}