lecce1Un’università islamica nel centro storico del capoluogo pugliese nell’ex Deposito tabacchi in via Birago meglio noto come Ex Manifattura. Se ne discute da tempo tra la proprietà dello stabilee il gruppo Confime che ha formalizzato il progetto.

 E le premesse lasciano prevedere un buon esito. L’accordo è vicino, dicono i bene informati, anche se bisognerà aspettare ancora. Il tempo giusto per mettere tutto nero su bianco.
L’idea è quella di realizzare un’università per gli islamici come ce ne sono nelle grandi metropoli. Aule, biblioteche, centro congressi, servizi commerciali interni, a esclusivo servizio dell’utenza, aree verdi, centro sportivo e residenze, destinate non solo a docenti e studenti ma anche agli indigenti che, per anni, hanno abitato quello che, inaugurato nel 1929 da Vittorio Emanuele II, con i suoi 51mila metri quadri, ancora oggi, può esser considerato il più grande edificio della città. Si parla di un vero e proprio college universitario islamico nel cuore di Lecce.
Il progetto è firmato da Confime, la Confederazione delle imprese mediterranee che, nata per iniziativa di imprese italiane meridionali, raggruppa oggi 500 aziende in tutto il mondo e che ha da qualche anno ha aperto la sua sede a Lecce. Presieduta dal salentino Giampiero Khaled Paladini. Due i fondi esteri islamici che, per conto di Confime, sarebbero pronti a investire 50 milioni di euro per dare corpo al primo polo universitario di questo tipo in Italia che, ovviamente, avrebbe una ricaduta consistente in termini occupazionali soprattutto con riferimento alla gestione della struttura.
Alcune aziende locali, aderenti alla stessa Confederazione, sono state già contattate per la realizzazione del progetto che, in ogni caso, muoverà il passo dal ristrutturazione dell’edificio. Ed è già in agenda il coinvolgimento oltrechè della comunità islamica anche dell’Università del Salento. Con il Comune di Lecce, invece, l’interlocuzione è già stata avviata. E anche in questo caso, la disponibilità non sarebbe venuta a mancare, come la stessa Confime rivela.
Il progetto sta attirando le attenzioni di tutti gli ambienti sociali. Sono dure e numerose le critiche ma, altrettanto, intense sono le manifestazioni di apprezzamento e auspicio che la proposta sta riscuotendo. Le proposte di collaborazione fioccano, provenienti dal mondo dell’impresa, da quello dell’università, da quello della politica ma, soprattutto, da quello dell’Islam, anche a Lecce, ormai nutrito e raccolto nella propria comunità.
L’Imam Saifeddine ha espresso parole di assoluta condivisione rispetto al progetto che a breve dovrebbe essere pubblicamente presentato da Confime, auspicandone la rapida realizzazione. Il dibattito che ha preso piede è trasversalmente partecipato. Ed è insistente l’interrogativo sul “perché” di una simile proposta a Lecce e in un edificio dal valore assolutamente simbolico per la città e per l’intero territorio salentino come l’Ex Deposito Tabacchi, per lungo tempo prima manifattura d’Europa.
La risposta offerta tanto da Confime quanto dall’Imam, ma anche dal docente di Sociologia delle Relazioni etniche dell’Università del Salento, Luigi Perrone, sta nella crescente domanda di spazi di cultura islamica in Italia e al Sud ma, anche e soprattutto, nella concezione oggi più riconosciuta del Salento, quella di ponte per il Mediterraneo.

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